La sciuramaria al corso educatori

Innanzitutto, chiariamo. Cos’è -o meglio, CHI è- una sciuramaria?

ti presento il cane

Chi ha letto almeno un articolo di Valeria Rossi, lo sa già, ma per chi non lo avesse mai fatto (disonore su di te, disonore sulla tua mucca) urge chiarimento. Una sciuramaria è colui -o colei- che pur non intendendosi di cinofilia a nessun livello, ha opinioni sempre tragicamente sbagliate e legate ad una visione retrograda della gestione del cane, farcita di luoghi comuni superati come una cinquecento a Maranello. Per farla breve, una capra che si crede un cavallo da corsa. Una che, se il cane tira al guinzaglio, gli leva il malocchio con una ciotola d’acqua e tre gocce d’olio. Intesi?

Ecco. Io ero una sciuramaria. Ho avuto due cani in croce nella vita ed ero convinta di essere S. Francesco. Peccato fossero dobermann, una razza santa che ama e obbedisce anche all’umano più insignificante se ha la sfortuna di averlo come proprietario.

 

Poi è arrivata Milla, la lupa cecoslovacca di qualche articolo fa, e sono arrivati anche i problemi. Cane indipendente, diffidente, problematico, con una grande propensione al gesto dell’ombrello qualora un comando non collimasse con i suoi programmi: “scusahaidettosedutanontihosentitoooooooo” mentre correva pancia a terra in mezzo a un campo a rincorrere “saddio” che animale molto, ma molto più interessante di qualsiasi cosa potessi fare o dire.

Lì è cominciata la mia dolorosissima presa di coscienza del fatto che io, di cani, non avessi capito un esimio cavolo.

Mi ritrovo quasi per caso al campo con questo tizio, educatore, istruttore, formatore di unità cinofile, giudice di non so quante associazioni nazionali e un curriculum lungo una quaresima che, all’improvviso, comincia a dirmi cose strane come “metodo gentile” “premio” “il cane deve divertirsi“. No aspetta, cioè. Mi stai dicendo che se il cane non ti cammina al fianco non bisogna sciagattarlo di strattoni col collare a strangolo? Si, me lo stava dicendo.

Questo tizio antipaticissimo sbucato dal risultato di un calcolo combinatorio delle improbabilità stava stravolgendo tutte le mie sacrosante convinzioni maturate in MESI di frequentazione del ragguardevole numero di UN campo di addestramento a stampo nazifascista.

IMG-20180606-WA0000.jpgMa guarda. Se convinco il cane che quello che facciamo insieme è fichissimo e divertentissimo poi mi sta vicino senza che mi strappi le corde vocali o i legamenti. Stupefacente. Milla ha smesso di credersi la yamaha col 46 stampato sopra quando la portavo in passeggiata (rigorosamente senza guinzaglio) ed a voltarsi per vedere dove fossi e cosa stessi facendo e, incredibile, una volta ottenuto il suo interesse, ogni attività è diventata più facile. Il mio disastro a quattro zampe mi stava ascoltando.

 

Con questo tizio antipaticissimo, che d’ora in poi chiameremo col nome di fantasia datogli dalla madre all’anagrafe, diventato nel tempo il mio migliore amico e compagno in eventi al limite del paranormale, gestiamo un caravanserraglio di tre cani storti e un gatto e, vista la situazione critica, un giorno viene da me con un’idea brillante: “organizzo un corso per educatori cinofili, perché non lo fai anche tu?

E lí è tornata fuori tronfia la sciuramaria che si era solo nascosta temporaneamente in me: “Ma.. Ma… Il lavoro… La casa… I cani… Le cavallette!

Simone: “fallo” e io, inamovibile: “ok“.

Da quel momento sono entrata in una girandola di ore al campo, studio di dispense e pomeriggi a cercare di convincere il disastro peloso che ripetere per la centottantesima volta lo stesso stupido esercizio sarebbe stato fichissimo. Ah. Lo sapevate? I clc NON GIOCANO, vale a dire, mentre i cani normali possono essere premiati con il sociale, il cibo e il gioco, per i lupi cecoslovacchi l’ultimo non è un’opzione: prima lezione che ho imparato al corso. Risultato? Milla durante la preparazione del nostro esame è diventata un felicissimo barile con un ego spropositato.

 

IMG-20180606-WA0001.jpgSiamo arrivate comunque alla fine di questo percorso senza che a me venisse una crisi di nervi per la carenza di sonno e a lei un infarto per le coronarie intasate. Adesso le sciuremarie mi chiedono perché non accarezzo più ogni singolo cane che incrocio, perché non corro più loro incontro a braccia spalancate urlando come una cerebrolesa “beeeeellliiiinoooooo“, perché non prendo in collo i cuccioli che sono tanto pucciosi, perché non faccio più un sacco di cose… “Ma ti piacciono i cOni?” (tanto per citare anche ‘the snatch’) Certo che mi piacciono i cOni, mi piacciono tantissimo, ma, a differenza della sciuramaria che ero prima, comincio a capirli.

Quando mi guardano mentre vado nella loro direzione e strizzano gli occhi, girano la testa e si leccano il naso, capisco che non hanno tutta questa voglia di essere toccati da un’estranea e giro larga. Alla lunga mi sono accorta che quasi tutti i cani non amano le interazioni con chiunque. Che i cuccioli hanno paura di questi giganti che basculano su due zampe e che li sovrastano minacciosi emettendo suoni incomprensibili. Che solo perché sono cani, non siamo automaticamente autorizzati ad invadere il loro spazio, non si sentono meno infastiditi o minacciati di una persona.

Quindi, semplicemente evito, proprio perché mi piacciono.

Ora vi chiederete perché, visto che ho un bel diplomino di educatore cinofilo, il mio nome non compaia fra gli educatori di questa associazione, ma saltuariamente solo in qualche foto qui e lì. Non che sia più brava come fotografa che come educatrUce, ma vi ricordate le mie inattaccabili motivazioni per non fare il corso? Il lavoro, la casa, i cani e le cavallette? Beh, non ho materialmente tempo di passarne tanto quanto sarebbe necessario a completare la mia formazione teorica con dell’esperienza sul campo trotterellando dietro a Simone, e non posso fare un lavoro nel quale farei più danni di quanti potrei risolverne. A fare fotografie danni non dovrei farne, almeno, non di quelli irrimediabili. Dimostrazione palese che non sono più una sciuramaria, o almeno ho sviluppato una coscienza cinofila.

Ma lasciatemi fare la sciuramaria istruita l’ultima volta: leggete. Frequentate corsi, anche da esterni, ascoltate più campane che potete, fatevi un minimo di educazione cinofila. Oltre che per voi, perché c’è un mondo sommerso nel vostro cane che è meraviglioso da scoprire, soprattutto per lui (o lei), che sicuramente riuscirete a capire meglio e rendere più felice.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: