Collare, pettorina o collare a strangolo?

Sciuremarie a me! La sciuramaria che scrive vi chiama a raccolta per parlarvi di una delle più grandi guerre cinofile che si è scatenata negli ultimi anni, con tanto di bordate fra scuole di pensiero che la corazzata Potemkin ci mette solo a posto casa: la diatriba fra collare a strangolo, collare fisso e pettorina.


Innanzitutto qualche descrizione: il collare a strangolo, o anche ribattezzato dal politically correct “collare a scorrimento” è una catenella di metallo con due anelli alle estremità che, facendo passare la catena all’interno di uno dei due anelli, forma essenzialmente un cappio da forca. Il suo funzionamento si basa sul principio meccanico per cui, qualora il cane tiri, l’anello non agganciato al guinzaglio scorra (da qui il nome “a scorrimento”) riducendo il diametro del collare, di fatto chiudendosi sul collo del cane (da qui il nome “a strozzo” o “a strangolo”). Più il cane (o l’umano) tira, più il collare si stringe.


Il collare fisso è, come dice il nome, fisso (si, i cinofili non hanno una grande fantasia per i nomi, è già tanto che non chiamino il loro figlio “Figlio”, il cane “Cane” e così via) si tratta di una striscia di stoffa o cuoio che si chiude con una fibbia, una volta chiuso il cane può tirare quanto vuole, non fa nessuna magia di riduzione del diametro.


La pettorina è invece una serie di strisce di stoffa o cuoio, più o meno imbottite, che passa fra le zampe anteriori del cane, gira intorno alla cassa toracica e si chiude sulle spalle, alla base del collo, oppure sullo sterno e ricorda un po’ l’imbrago da scalata.


Embè? Direte voi. Embè, dirò io, i cinofili ci si strappano i capelli a vicenda con tanto di strilli, soffi e artigliate che le zuffe fra gatte paiono incontri diplomatici fra lord inglesi.

I gentilisti esigono almeno il collare fisso, poi, se arrivate al campo con al guinzaglio una pettorina con dentro un cane, in un minuto vedrete un istruttore zampe all’aria ai vostri piedi che cerca di farsi fare i grattini sulla pancia piangendo di gioia. I tradizionalisti invece usano il collare a strozzo (no, non sono per il camuffaggio semantico o politically correct che dir si voglia )

Ma perché le due scuole si massacrano su questi due cosetti? Ognuno non può ruzzare col giochino che gli pare e lasciar vivere gli altri? Teoricamente si, in realtà farebbe prima a nevicare all’inferno. Il collare è divenuto il simbolo delle due correnti di pensiero su cui si fondano le due scuole.

Cerco di spiegarmi e faccio un’altra piccola digressione sulle tecniche impiegate dagli istruttori per addestrare i cani: il rinforzo, che serve a fare in modo che un determinato comportamento si ripeta e la punizione che, invece, serve per inibire un comportamento e farlo scomparire. Tutto chiaro fino qui? Semplice, no? Benissimo, adesso allora vi confondo le idee. Esistono due tipi di rinforzo e due tipi di punizione: positivo e negativo. Positivo, nel quale aggiungo qualcosa; negativo, tolgo qualcosa, come in matematica.

Facciamo degli esempi da sciuramaria:

  • Rinforzo positivo – il cane cammina al piede, gli viene dato un boccone.
  • Rinforzo negativo – il cane non si siede, lo sollevo per il collare a strozzo fino a quando non mette il culo a terra e solo allora tolgo lo strangolamento e lo lascio respirare.
  • Punizione positiva – il cane non cammina al piede, strattone al collare.
  • Punizione negativa – il cane mi ringhia quando gli lascio la ciotola del cibo, gli porto via la ciotola.

Il metodo di educazione tradizionale predilige la punizione (non del cane ma del comportamento, dicono loro… certo, provate a strangolare il cane e punire solo il fatto che tira ma non il suo collo… Nota del Redattore) mentre il metodo gentile lavora sul rinforzo.

Vedete bene che le due scuole non possono tollerarsi a vicenda, la prima vede i wurstel come il fumo negli occhi, per la seconda il collare a strangolo è un disumano strumento di tortura; i primi pensano che i secondi siano solo una massa di incompetenti e cialtrone dispense di cibo e i secondi pensano dei primi che siano dei macellai repressi e violenti.


Chi ha ragione? Non lo so. Allora che scrivi a fare questo articolo? Non lo so. Posso esporvi una riflessione personale e condividere con voi i miei dubbi, però.

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Ho letto articoli sparsi di tradizionalisti che sostengono che il collare a strangolo non serve per fare del male al cane se usato bene. Ho cercato, vi giuro, di capire cosa significasse “usarlo bene” senza fare del male al cane. Pare che voglia dire dare tanti piccoli strattoni per richiamane l’attenzione, e ora una domanda mi sale in gola: i vostri cani conoscono il nome che gli avete dato? Avete cani sordi? Pronunciarne il nome non basta?

Ok, era più di una.

Oppure lo si può usare anche per una sorta di “punizione passiva”, ovvero, il cane che tira si strangola da sé mentre l’essere all’altro capo del guinzaglio sta fermo. Anche qui mi verrebbe da dire, imitando la voce di Fantozzi “come è umano lei” e, visto che esiste una cosa simile anche nel metodo gentile, un collare fisso non adempie ugualmente allo scopo? Soprattutto se, quando smette di tirare senza strangolarsi e si volta verso di me, lo faccio andare nella direzione che aveva scelto (rinforzo positivo)? È vero che la vita è dolore, ma è sempre necessario vivere nella minaccia per ottenere qualcosa?

Alcuni tradizionalisti, addirittura, sostengono che il collare a strangolo debba essere a maglie fini, perché (oltre a strangolare meglio e fare più male) con le maglie grosse il cane sente lo scatto della maglia e si ferma prima di ricevere lo strattone. Tante volte rischiassimo di avere cani un po’ più cognitivi di una lucertola.


Il collare fisso. Ne esistono di varie forme e colori, sceglietene uno che non sia con brillantini e paiettes, per favore, mettetelo al vostro cane e fate in modo che ci sia almeno lo spazio per far passare due dita: collare fisso non è l’abbreviazione di collare a strangolo fisso.


Pettorina. Parliamo un po’ di questa imbragatura da cani paracadutisti. A me non piace (Ci dissociamo dalla Sciuramaria: Noi preferamo la pettorina. Nota del Redattore) La trovo scomoda da mettere e ho sempre l’impressione di vedere una mortadella al guinzaglio, oltre che temere, almeno per quelle più economiche, che mi seghi il cane in quarti. Ricordatevi però che io sono sempre una sciuramaria, gente più preparata di me la trova l’ottimo per evitare strattoni accidentali e traumi al cane qualora si mettesse a tirare all’improvviso e perfetta per aumentare la comunicazione cane-mondo esterno ed in particolare con gli altri cani: in quanto lo lascia libero di inviare i famosi segnali calmanti. (seguirà articolo…)

I detrattori di questo involucro per insaccati (frequentemente sono tradizionalisti , ma non sempre) lo accusano di provocare danni alle spalle, alle giunture (non solo quelle del proprietario) e tante altre cose brutte e cattive che fanno peggio di una scollarata con lo strozzo.

In effetti a mia madre è venuta un’ernia con la pettorina: lei la usava come imbrago di sicurezza quando saliva a 18m sull’impalcatura che aveva messo per dipingere la facciata; in quell’occasione più che soffermarmi sull’uso scorretto dello strumento, le ho fatto notare che lei è il totale fallimento della teoria darwiniana, e io il colpevole prodotto di quel fallimento. Ma questa è un’altra storia.

Allora il collare a strangolo è satana? No. I miei cani hanno sempre avuto tutti il collare a strangolo. È il più semplice da mettere (basta allargarlo e le bestiacce se lo infilano da sole) esteticamente più bello e non ho l’impressione che mi stringa il collo (sciuramaria III, reprise. Si, sono una di quelle che se ha freddo copre tutti nel raggio di 500 metri).

Ma come, gentilista e poi… Metti il collare del demonio ai tuoi cani? Si, perché gli fa da collanina che mi garba tanto e lo aggancio al guinzaglio in modo che sia fisso e della misura perfetta affinché, in caso a Milla scattasse la retromarcia compulsiva, non le si sfili dalle orecchie: cosa impossibile da fare con un collare fisso se hai un lupoide o un doberman, che in alcuni casi hanno la circonferenza della testa uguale o addirittura più sottile del collo.

Quindi?

Quindi più che diatriba sui vari tipi di imbraghi per cani, direi di spostare l’attenzione su come si gestisce il guinzaglio in passeggiata, se si educa correttamente il cane, non correrà il rischio di impiccarsi neanche con un nodo scorsoio, perché non tirerà e basta; se invece il cane ritiene di avere la vocazione del cavallo da tiro, che abbia lo strozzo, il fisso o la pettorina, la passeggiata sarà una via crucis fra strattoni da lussazione della spalla per noi e colpi di frusta per lui anche con il collare fisso. Con la pettorina no, non prenderà colpi, ma avrà la forza di trazione di un 4×4: potete mettere i pattini e sperare in Dio, Allah e Shiva. Tutti insieme.

Sinceramente, più che i collari, io ho a uggia i guinzagli: appena posso, glielo levo. L’assenza del guinzaglio in passeggiata permette al cane di annusare ed esplorare in totale libertà e tranquillità, correndo se desidera farlo, giocando e divertendosi secondo la sua natura e trasformando la solita sgambatina per i bisogni in un vero momento di svago per proprietario e cane; migliora il legame perché è una cosa “da branco”, un’esperienza condivisa e piacevole; aumenta la comunicazione nella coppia perché se il cane vuole sapere dove siamo, dovrà per forza guardarci e leggere il movimento del nostro corpo per sapere dove andremo e cosa faremo e non perché è legato la noi da una striscia di cuoio di due metri, e noi dovremo fare altrettanto, ma soprattutto si scarica lo stress di una lunga giornata.

I cani sono il nostro tramite con il paradiso… sedersi con un cane su di una collina in uno splendido pomeriggio è come tornare all’Eden, dove non fare nulla non era noioso – era la pace. (Milan Kundera)

Ovviamente non è consigliabile slegare il cane nel parchetto sotto casa dove giocano i bambini e sperare che il nostro cane non li butti tutti in terra come birilli (se va bene) oltre che essere proibito per legge. Il cane va tenuto al guinzaglio laddove la legge lo impone: in parchi e luoghi pubblici, per strada e ovunque ci siano altre persone e cani, non solo per l’incolumità degli altri, ma anche per quella del nostro peloso.

Mi sento di sconsigliare caldamente anche sgambatoi e affini, perché, anche se il nostro cane è tanto buono, socievole e puccioso, non tutti i proprietari sono altrettanto responsabili ed a volte possiedono macchine da guerra senza rendersene conto. Inoltre giardia e altre malattie simili sono sempre in agguato in luoghi di aggregazione incontrollata. Meglio sacrificarsi un po’ e trovare un posto meno comodo da raggiungere, ma isolato e sicuro dove slegare il proprio cane.

Tornando agli strumenti da usare, al centro K9 Rescue la condotta la si insegna senza guinzaglio: una volta appresa, se ne inserisce l’uso. A quel punto diventa ininfluente tanto quanto ciò a cui è attaccata.

Cosa? Come? Direte voi. Insegnano la condotta al guinzaglio senza guinzaglio, va bene la crisi economica, ma così non è troppo? Ebbene si, ai cani viene insegnato quanto bello sia stare vicino al proprietario che a sua volta impara a comunicare con il suo disastro peloso.

Per concludere: non pensavo certo di risolvere l’annoso dilemma ma solo di farvi pensare un po’! Alla prossima

Si ringrazia la pagina fb di “disagio cinofilo” per avermi prestato del tutto inconsapevolmente alcune di queste immagini.

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