I segnali calmanti.

segnali2La sciuramaria in questo articolo leverà il naso rosso da pagliaccio e metterà su gli occhialini da maestrina un po’ noiosa, non tanto perché l’argomento lo sia, ma per farvi capire la fondamentale importanza che questo tipo di comunicazione abbia nel rapporto che instaurate voi col vostro cane, e il vostro cane col resto del mondo.

Ovviamente questo articolo non ha alcuna pretesa di esaurire un argomento così vasto e complesso come i segnali calmanti, che a loro volta sono solo un aspetto parziale del linguaggio canino, ma solo il fine di mettervi una pulce nell’orecchio e magari farvi venire voglia di approfondire.

Vorrei cominciare con una citazione di Turid Rugaas (di cui vi consiglio di leggere qualcosa), pioniera e luminare della comunicazione canina:

I cani, essendo animali da branco, hanno un linguaggio per comunicare fra loro. Il linguaggio canino consiste in una grande varietà di segnali che utilizzano corpo, coda, faccia, orecchie, suoni, movimenti ed espressioni. […]

Se studiamo i segnali che i cani usano fra loro e li usiamo anche noi stessi, miglioriamo la nostra capacità di comunicare con loro.

I più importanti tra i segnali canini sono i “segnali calmanti” che sono usati per mantenere una sana gerarchia sociale e per risolvere i conflitti all’interno del branco”

Antecedentemente a lei, altri avevano studiato la comunicazione fra lupi, individuando i così detti “segnali cut-off” che nei branchi servono per interrompere un’aggressione. Gli autori e i loro collaboratori ritenevano che i cani non avessero la medesima capacità. Al contrario Rugaas sostiene, a ragione, che ne abbiano una più sottile, più adatta alla vita domestica dove non esiste la necessità di urlare e imporsi come nella vita selvaggia e piena di pericoli dei lupi.

Spesso i segnali calmanti nei cani sono movimenti rapidi come flash, e ci vuole molta attenzione ed esperienza per coglierli, motivo per il quale, forse, sono sfuggiti per così tanto tempo.

I cani, così come i loro antenati, sono animali cooperativi che tendono ad evitare e pacificare i conflitti (dato che raramente sono privi di costi per i contendenti), gestire il proprio stress e quello dei loro simili; a calmare e calmarsi, insomma. Ho già accennato alla fantasia cinofila per i nomi nell’altro articolo. Il loro linguaggio, per quanto impercettibile e rapido, è innato e universalmente comprensibile (almeno per gli appartenenti alla razza; per capirci, un cane cambogiano viene compreso perfettamente da un cane canadese e viceversa.)

Tutti i cani parlano. Tutti. Quelli che hanno cessato di usare questo linguaggio è perché lo hanno represso, magari perché sono stati puniti o aggrediti quando lo hanno usato; ma possono riappropriarsene facilmente con i giusti stimoli.

Rugaas, nella sua lunga carriera di istruttrice cinofila, ha individuato più di trenta segnali calmanti. Vediamone insieme alcuni:

Girare la testa è un movimento veloce della testa da un lato, oppure la testa può restare di lato per un po’. Si va da un gesto minuscolo, appena accennato, a una rotazione completa della testa.

Guardare altrove i cani trovano scortese o addirittura minaccioso il contatto visivo diretto, evitarlo indica il desiderio di non entrare in conflitto.

Socchiudere gli occhi avete mai l’impressione che il vostro cane vi faccia l’occhiolino? In realtà sta cercando di calmarvi perché magari lo state fissando da un po’ e comincia a pensare che siate arrabbiati con lui.

Voltarsi di lato o di spalle un cane adulto che si senta infastidito da un esemplare giovane ed un po’ troppo esuberante, può dargli il fianco o le spalle per farlo calmare.

Leccarsi il naso è forse uno dei più usati e anche uno dei più ignorati da noi esseri umani, non ci facciamo caso perché spesso è molto rapido e difficile da cogliere, ma esprime un forte disagio.

Muoversi lentamente e Immobilizzarsi. Sono due segnali calmanti molto forti, spesso si possono notare fra due cani che tentano un primo approccio e si avvicinano con movimenti lenti tanto da sembrare quasi non-movimenti, fino a congelarsi mentre l’altro lo annusa. Oppure: avete fretta, dovete andare a lavoro, siete in ritardo e richiamate il cane dalla passeggiata con voce dura, nervosa. Il vostro cane si avvicina con una lentezza esasperante, voi vi innervosite anche di più e il cane si ferma a pochi passi da voi, immobile. Sta cercando di calmarvi, ottenendo il risultato opposto perché voi non lo capite.

Inchino abbassarsi sulle zampe anteriori col culo in aria, se saltellano da una parte all’altra allegramente è un invito al gioco, se invece mantengono la posizione è un segnale di calma.

Sedersi. Segnale di calma fra i più forti, a volte dando anche le spalle.

A terra. Sdraiarsi sulla schiena a pancia all’aria è gioco o sottomissione, a seconda dei contesti. Restare con la pancia a terra è un segnale usato da individui di rango elevato per fare in modo di tranquillizzare gli altri; ad esempio in un gruppo di giovani esagitati che esagerano nel gioco, l’adulto può sdraiarsi e restare in quella posizione affinché la smettano.

Sbadiglio. No, il vostro cane non soffre di narcolessia, non sempre sbadiglia perché ha sonno, né perché si annoia. Lo sbadiglio è un forte segnale di calma, di norma può essere interpretato come “sono a disagio, smetti di fare quello che stai facendo, per favore?” Immaginate di essere in passeggiata, ad un tratto chiamate il vostro cane un po’ alterati, questo gira la testa di lato e sbadiglia. Non sta pensando “che noia, che barba questo qui”, piuttosto “ti prego non sgridarmi non ho fatto niente”.

Annusare. Due cani si incontrano, non si guardano neanche e cominciano ad annusare a terra, ignorandosi. No, non è la versione canina del nostro incontrare per strada qualcuno che non ci piace e far finta di non vederlo spippolando al cellulare per non dovergli rivolgere la parola, ma una vera e propria dichiarazione di pace: significa “non sono aggressivo, non voglio litigare con te”. Infatti, dopo un po’ di annusatine a terra, noterete che i due potrebbero decidere di avvicinarsi usando una

Traiettoria curva. Approcciarsi andando incontro ad un cospecifico o anche ad un umano frontalmente, infatti, è considerato scortese se non addirittura aggressivo. Se vi trovate davanti un cane che vi viene incontro dritto per dritto, vi consiglio di girarvi dandogli le spalle e non muovere un muscolo, ovviamente evitando di guardarlo negli occhi.

Mettersi in mezzo. Molto usato da cani adulti e competenti che, quando le distanze in un gruppo di cani cominciano a ridursi e le tensioni ad aumentare, potrebbe decidere di intervenire “tagliando” le traiettorie di due cani particolarmente tesi per evitare lo scontro fra di loro, dissipando in parte o del tutto l’aggressività. Un po’ come dire “dai via, non litigate.”

segnali

Come mai affrontiamo questo argomento, perché i segnali calmanti sono così importanti?

Non è solo per comunicare con loro, i cani li usano anche come risposta ad una situazione o un evento stressante, sono un metodo efficace per loro per gestire lo stress; conoscerli implica che saremo in grado di capire quando il nostro compagno è a disagio e potrebbe aver bisogno del nostro intervento. I cani sono come bambini, a volte devono essere lasciati liberi di esplorare, imparare e fare esperienze, altre volte devono essere protetti e tutelati. Un cane lasciato a sé stesso, non capito e stressato in un ambiente o un evento che lo minaccia o lo spaventa, prima o poi deciderà di rispondere con aggressività per allontanare o terminare la causa del suo stress.

Per la natura stessa dell’articolo, che dovrebbe essere breve e circostanziato, non mi metterò ad elencarvi le cause che possono provocare stress in un cane e come riconoscerne i sintomi; per questo argomento vi rimando al prossimo articolo, e mi avvio alle conclusioni.

Si è sostenuto, per anni, per decenni, che i proprietari dovessero essere dei leader e imporsi sui propri cani per farsi rispettare. Credo sia arrivato il momento di piantarla con queste sciocchezze. Il branco di lupi, i feroci lupi, comincia con due individui che procreano: sono genitori amorevoli e crescono lupi perfetti lasciando fino a quattro-cinque mesi i cuccioli fare ciò che vogliono senza che nessun adulto possa fargli niente di male (la così detta “licenza cucciolo”, come la chiama Rugaas). Quando i cuccioli crescono, alcuni se ne vanno per formare una nuova famiglia e quelli che restano mai mettono in discussione l’autorità naturale dei genitori: cacciano insieme, vivono insieme e si prendono cura delle nuove generazioni insieme, nel rispetto di chi li ha cresciuti, per tutta la vita. Noi possiamo scegliere se essere impositivi, aggressivi e maleducati coi nostri compagni e avere cani perennemente stressati, infelici, paurosi, aggressivi o addirittura malati (si, perché lo stress provoca l’insorgere di malattie anche gravi) oppure fare un piccolo passo nel loro mondo e “fare branco”, collaborare, assumere il ruolo di un genitore nelle loro brevi e meravigliose vite, capirli ed essere capiti, rispettarli ed avere indietro rispetto e amore al posto di timore e paura.

E VOI, COSA SCEGLIETE? 

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