Stress.

Nell’ultimo articolo vi avevo minacciato che ne avrei scritto uno su questo argomento e dato che le minacce sono inefficaci se non si è disposti a far seguire i fatti alle parole, eccolo qui. E siccome la vita è sofferenza, (soprattutto quella dei poveri cani che vivono con noi), partirò da Adamo ed Eva per farvi capire sulla vostra pelle il vero significato di “stress“.

Mettetevi scomodi e cominciamo.

Nell’uomo lo stress è legato a stati di alterazione come ira, violenza, paura e altre situazioni eccitanti, ma soprattutto è legato alla sensazione di non farcela: qualcosa ci minaccia e noi abbiamo la sensazione di non riuscire a superare il pericolo. Anche il cane reagisce a cause simili, e anche per lui la motivazione principe è la percezione di non essere in grado di far fronte alla minaccia.

Il cane manifesta lo stato di stress in vari modi; quando la causa è ambientale, usa i segnali di calma per calmare sé stesso e la situazione, usa cioè questa importante sezione del suo linguaggio per gestire una parte dello stimolo e le sue risposte ad esso: è perciò importante conoscere i segnali calmanti per capire quando il cane è a disagio o sotto stress.

scared-dog-2-e1539646225533.jpg

Sono gli ormoni a regolare, oltre che alle altre funzioni fisiologiche, anche le risposte fisiche allo stress. Ricerche sull’argomento negli esseri umani hanno dimostrato che soggetti con alti livelli di adrenalina e di altri metaboliti specifici che attivano i meccanismi di difesa, sono più portati a sopravvivere ad eventi traumatici, perché le loro reazioni sono migliori in prontezza ed efficacia. Avete presente il cuore che batte forte (pompa sangue ai muscoli), la vista che sembra farsi più acuta…? Quella è l’adrenalina che entra in circolo e vi prepara alla risposta allo stimolo di pericolo, sia essa attacco o fuga.

 

 

 

La sequenza di reazioni fisiche durante un fenomeno stressante si può riassumere molto semplicisticamente così:

  • Evento stressante
  • 5/15 minuti dopo l’evento i livelli di adrenalina sono massimi
  • Contemporaneamente cresce anche la produzione di succhi gastrici e ormoni sessuali, questi ultimi fondamentali per sostenere i meccanismi di difesa
  • Raggiunto l’apice ed esaurito l’evento stressante, i livelli di ormoni, adrenalina e succhi gastrici ricominciano a diminuire fino a tornare alla normalità.

Per i cani il processo è simile e il ritorno ai livelli base dei metaboliti coinvolti, il riposo necessario al recupero delle energie spese può richiedere anche giorni e dipende sia dalle capacità personali del soggetto, sia dall’ambiente in cui il recupero avviene: l’individuo impiegherà più tempo se l’ambiente di vita è di per sé stressante.

Lo stress ed i meccanismi di difesa, a cose normali, sono indispensabili per sopravvivere. Se però lo stimolo stressante diventa lo standard invece che essere intenso e di breve durata, il soggetto avrà livelli di ormoni e succhi gastrici sempre elevati; questo può portare all’insorgere di malattie come allergie, cardiopatie e gastroenteriti oppure avere una soglia di attivazione dei meccanismi di difesa anomala, con reazioni precoci e violente anche a stimoli neutri: un livello di autodifesa costantemente alto potrebbe, in alcuni casi, portare il cane ad avere atteggiamenti aggressivi verso altri cani o persone.

fb_img_1532185744255-e1539647071509.jpg

Nel cane la tendenza l’aggressività è a volte, in parte, genetica o ereditata, ma nella maggior parte dei casi è acquisita; pretese eccessive fin dalla giovane età, comandi troppo severi o un padrone perennemente arrabbiato rendono la vita insopportabile alla nostra palla di pelo, tanto che comportamenti sempre più auto-difensivi si strutturano e si consolidano. I problemi che per forza di cose ne derivano, portano i cani dagli educatori o dagli istruttori nel migliore dei casi; nei canili, in quello peggiore.

 

 

Non è raro che cani così stressati muoiano relativamente giovani per problemi cardiaci, tumori al tratto digestivo o per un aggravarsi di così dette “allergie”.

Ma cosa farò mai per stressare il mio cane, quell’indolente pantofolaio?

stress-bahaviour-in-dogs.jpgVi vedo, voi con la faccina innocente, che accarezzate un jack russel confinato sul divano accanto a voi da ore, che si sta masticando una zampa perché la vostra maratona della saga ‘il signore degli anelli’ versione integrale proprio non rientra nei suoi gusti di cinefilo.

 

 

Ma di questo vi mortificherò dopo, per ora restiamo sull’aggressività appresa.

Vi racconto una storia di vita comune, tutte noi prodi Sciuremarie lo abbiamo fatto.

Sono a passeggio con Milla. Vedo un altro cane a quattrocento metri, e già vado in ansia, accorcio istintivamente il guinzaglio, tante volte l’altro cane (che da buoni cinofili fantasiosi chiameremo d’ora in avanti col nome proprio di Laltrocane) fosse dotato di velocità warp come l’enterprise. Milla se ne accorge e già si mette all’erta per carpire quale sia l’origine dall’ansia che trasudo.

E vede Laltrocane. Drammone.

Comincio a strattonarla per rimetterla al piede o farla smettere di abbaiare, o tirare, o comunque smettere di farmi fare la figura di merda che mi sta facendo fare.

I cani apprendono per associazione, per lo più, ma a volte l’associazione che loro fanno non è quella che noi desideriamo: lo strattone, che nella mia testa doveva servire a correggere il comportamento aggressivo di Milla, nella testa di Milla è dolore e stress che assocerà a Laltrocane, e per non correre rischi lo generalizzerà a Qualsiasicane, identificando in ogni singolo appartenente alla sua razza la minaccia alla quale reagire.

Tutto ciò la porterà, la volta dopo, ad attivare le difese non a 400, ma a 500 metri, io mi sentirò in dovere di strattonarla e punirla ancora di più ed ecco che il circolo vizioso si chiude.

Questo dimostra che non c’è mai motivo per essere violenti, minacciosi o troppo esigenti con il nostro cane: sono tutte cause di stress che nel tempo lo faranno ammalare, ridurranno la soglia di attivazione dei meccanismi di difesa rendendolo sempre più aggressivo fino a quando non morderà qualcuno.

Le cause di stress sono, purtroppo, queste e molte altre, vediamone insieme alcune:

  • Minacce dirette, da parte nostra o di cospecifici
  • Violenza, collera, aggressioni nel suo ambiente
  • Pretese eccessive nel training e nella vita quotidiana
  • Troppo o troppo poco esercizio: ogni cane ha un fabbisogno l’attività che varia secondo razza, età, attitudini e carattere; quando non viene soddisfatto o gli se ne fa fare troppo, gli causiamo stress. (Capito, proprietario del jack russel sul divano da 6 ore e mezza?)
  • Fame, sete, troppo freddo o troppo caldo
  • Impossibilità di rilassarsi per troppo rumore o disturbi continui
  • Dolori o malattie
  • Solitudine ed isolamento.

I sintomi dello stress possono essere molti, alcuni anche opposti. Possono manifestarsi da soli, oppure più d’uno contemporaneamente. Tenendo presente che aggressività e allergie sono i più macroscopici, vediamo qualche altro campanello d’allarme che potrebbe aiutarci:

 

  • È irrequieto e fa fatica a calmarsi
  • Reagisce eccessivamente a stimoli neutri come ad esempio il suono di un citofono.
  • Usa segnali calmanti
  • Si gratta, si morde o si lecca fino a provocarsi lesioni
  • Cattivi odori dalla bocca e dalla pelle
  • Pelo secco ed arruffato o con forfora
  • Perdita di appetito
  • Scarsa concentrazione
  • Si fissa a guardare cose come bagliori, mosche, ombre.
  • Rosicchia e mastica tutto quello che trova (vedi foto…)

PRclinic09030_2503063c.jpg

Su come eliminare lo stress dall’esistenza di un cane sono stati scritti libri e trattati, richiede molto lavoro e molta pazienza. Di certo non sarà leggendo questo articolo che risolverete il problema, ma posso darvi qualche idea o spunto di riflessione.

Cambiare ambiente ed abitudini aiuta senz’altro: ad un cane particolarmente stressato dai rumori gioverà che la sua cuccia sia trasferita in un luogo più silenzioso, non di passaggio, dove potersi sentire tranquillo e rilassarsi.

Smettete di essere aggressivi, impositivi, duri o violenti nel training, nella gestione e nella vita in generale; imparate a riconoscere qualche segnale calmante e rispondete al vostro peloso. La sensazione di essere capito lo farà sentire meglio.

Fatelo partecipe della vita familiare, passate tempo con lui e abituatelo gradualmente al distacco; non lasciatelo in condizioni di caldo o freddo estremi facendogli magari patire anche la fame e la sete.

Trovate il giusto equilibrio fra esercizio ed inattività, entrambi sono importanti per il suo benessere psicofisico: troppo o troppo poco dell’uno o dell’altro sono fonte di stress.

Nei cuccioli la vicinanza, le carezze ed i massaggi rilasciano la tensione accumulata e li tranquillizza: stare sdraiati assieme al vostro cane senza trattenerlo o forzarlo potrebbe dargli sollievo ed aiutarlo a recuperare più velocemente.

Purtroppo anche se spesso un cambio di abitudini ed approccio migliori sensibilmente le cose, non fa miracoli ed a volte si richiede l’intervento di un esperto per risolvere le ansie più radicate. Veterinari comportamentalisti ed istruttori cinofili sono figure indispensabili per aiutarvi ad affrontare le situazioni più gravi; di certo non sono sostituibili da questo articoletto da sciuramaria, che forse può solo aiutarvi ad accendere una lampadina e riconoscere il problema.

Dicono che sia il primo passo verso la soluzione, no?

“Quando assemblate il cane, seguite scrupolosamente le istruzioni onde evitare disastri come questo”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: