K9 rescue nucleo cinofilo da soccorso -  onlus

La mia spinta motivazionale ha la coda!

Alcuni crescono con l’aspirazione a diventare astronauti, altri calciatori, altri ballerini e altri ancora grandi economisti o politici..

Io sono cresciuta pensando che “da grande” avrei fatto la veterinaria. Come penso sia successo a molti, il sogno più grande di una bambina era solo il sogno di una bambina e non di un’adulta.

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Oltre al tentativo, (al tempo) tristemente fallito, di superare il test nazionale per entrare alla facoltà di Veterinaria, qualcos’altro mi ha fatto capire che quella non sarebbe stata la mia strada. Quando avevo quasi perso le speranze e non sapevo più che percorso intraprendere e che cosa scegliere per il mio futuro, come per magia, un pomeriggio mentre tornavo in treno da Milano, mi è capitato di trovare su internet una facoltà universitaria presente solo a Pisa. Così, qualche giorno dopo decisi di provare il test di ammissione per questa fantastica opportunità, decisa a spostarmi da casa per oltre 300 chilometri pur di realizzare quel sogno che fino a quel momento non avevo mai preso in considerazione consciamente, ma che probabilmente mi perseguitava da molto tempo.

Una settimana dopo, senza neanche il tempo per realizzare, ero a Pisa. Dopo vent’anni vissuti nello stesso paese in provincia di Milano, senza essermi mai spostata per più di qualche settimana, mi sono ritrovata in un mondo completamente nuovo, alle 6.30 di mattina davanti ad un cappuccino e una deliziosa pasta al cioccolato.

E così è iniziato il mio percorso formativo per diventare educatrice ed addestratrice cinofila, una figura professionale che non tutti conoscono, o che conoscono meglio per esempio con il nome di maestra per cani, ammaestratrice di cani, psicologa di cani (e non solo), dottoressa Doolittle dei cani e chi più ne ha più ne metta…


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Comunque la si voglia chiamare, questa professione ho deciso di realizzarla in vari modi:

L’ università mi è stata molto utile per avere nozioni approfondite di veterinaria, di genetica del cane e di allevamento cinofilo, oltre che di etologia ed educazione, ma soprattutto per conoscere le varie realtà cinofile al di fuori di essa. Durante il percorso di studi, ho cominciato a conoscere il mondo cinofilo anche al di fuori dell’Università. Grazie anche a due mie amiche, conosciute sin dal terzo giorno di lezione.

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Insieme abbiamo deciso di seguire il corso per addestratori ENCI, per avere delle basi da cui cominciare e per arricchire il mio bagaglio di cultura cinofila.

Ma, nonostante il tempo trascorso a studiare per gli esami universitari e per il corso addestratori e trascorso autonomamente dietro ai miei cani per cercare di insegnar loro qualche comando ( o meglio, per cercare che loro insegnassero qualcosa a me ), mi sono resa conto che di cinofilia ne sapevo ancora ben poco, se non quasi nulla. Così io e le mie amiche/coinquiline abbiamo deciso di seguire vari seminari cinofili in giro per l’ Italia per acquisire anche qualche conoscenza pratica.

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Poi un giorno, grazie al gruppo dell’ università, ho notato che l’ associazione K9 RESCUE di Pontedera (che già avevo conosciuto grazie ad un corso teorico che aveva tenuto l’ anno precedente sulla cinofilia da soccorso ) avrebbe iniziato qualche mese più tardi delle lezioni pratiche per la formazione di unità cinofile per la ricerca in superficie.

E così, dopo aver seguito una decina di queste lezioni ed essermi innamorata del mondo della cinofilia da soccorso, grazie soprattutto a Salvatore, alle sue competenze, professionalità, disponibilità e ai suoi ottimi consigli da cinofilo, ho deciso di entrare in questa associazione.

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Poi, intorno al mese di febbraio di quest’anno ho cominciato a fare lezione con Simone, il quale in pochi mesi è riuscito a farmi appassionare ancora di più a questo mio futuro lavoro. Voglio ringraziare il mio istruttore sia per le conoscenze che mi ha fatto acquisire, per l’ impegno che ci ha messo per trasferirmele, sia per il tanto tempo trascorso dietro a me e ad altri ragazzi/e del gruppo, sempre con piacere e passione. E lo ringrazio soprattutto per l’ opportunità che ci ha dato, nel corso di un anno, di fare più esperienza possibile sia nell’ambito della ricerca, anche con varie trasferte in giro per l’ Italia, sia in quello dell’ educazione cinofila in generale.

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In 3 anni, tra università, vari corsi, addestramenti sotto casa con la mia coinquilina e l’ associazione, ho imparato molte cose, ma comunque questo è solo l’ inizio, il mio primo passo verso quella che spero sarà la mia professione..

Una professione che non c’entra con l’ “ammaestramento” di cani, come sento dire spesso, e che non consiste nell’insegnamento di comandi per ottenere quelli che tanti definiscono ” cani da circo” o “cani comandati a bacchetta”, ma che aiuta l’ uomo a comprendere quello che ormai è il suo compagno di vita da più di 15 mila anni, a comunicare meglio con lui ed evitare così “evitabili” incidenti, a farlo vivere più serenamente nella società umana (perché, che lo vogliate o no, ci deve vivere), a non umanizzarlo né a cercare di educarlo con metodi insensati e disumani, a tirare fuori le sue doti istintive e accentuarle, fargliele esprimere liberamente e “sfruttarle” per bisogni, necessità e mancanze umane, oltre che per diverse utilità o per la sola soddisfazione che si ha vedendo il proprio cane esprimere quella che è la sua natura più autentica e sincera (una delle cose più belle, soprattutto nella società di oggi ), a stringere quella complicità con il proprio cane che può aiutare sia l’ uno che l’ altro ad aumentare la propria fiducia in sé stessi e la propria autostima, e infine a migliorare e potenziare la relazione uomo- cane e trasmetterne ed esaltarne il significato, l’ utilità e il grandissimo valore alla società, a partire dalle nuove generazioni.

Ma dietro c’è tanto altro..

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Per esempio addestrare un cane da ricerca in superficie non significa partire dall’insegnargli comandi di base per polarizzare la sua attenzione su di noi e poi subito fiondarlo nella ricerca di un figurante che, una volta raggiunto e segnalato, lo riempirà di bocconi. Di certo la ricerca per molti cani è già appagante di per sé, infatti sfrutta ed esalta una delle doti istintive del cane stesso, l’olfatto, e si rende ancora più stimolante per il fatto che, perlopiù nelle fasi iniziali, il figurante scappa in direzione opposta ad esso con in mano del cibo appetitoso o qualche gioco davvero interessante. Ma quando il cane avrà difficoltà a trovare o seguire la traccia del disperso, o a superare un qualsiasi ostacolo, sia in addestramento che in ricerca reale, è bene che sappia che ci sarà il proprietario/conduttore ad aiutarlo e seguirlo.

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Perciò, se non c’è un buon rapporto di base tra cane e conduttore è inutile iniziare qualsiasi tipo di addestramento.

Ovviamente il rapporto con il proprio conduttore, la potenza del binomio si rinforzerà anche e soprattutto in seguito, grazie alla soddisfazione che scaturisce dal vedere il proprio compagno a 4 zampe lavorare in sintonia con noi, ma un minimo di relazione e comprensione reciproca ci deve essere fin dall’inizio.

E soprattutto non dobbiamo mai dimenticarci il punto più fondamentale, ovvero che stiamo addestrando un cane per la ricerca reale di un disperso!

Magari tante volte si perde di vista lo scopo finale perché travolti dalla passione per i cani e dalla bellezza di questo lavoro in simbiosi con il proprio quadrupede, ma, nonostante si tratti di volontariato, o meglio proprio perché si tratta di ciò e nessuno ci obbliga a farlo, dobbiamo SEMPRE tenere a mente che non può essere fatto nulla in modo superficiale e approssimativo ma va tenuta di conto ogni minima problematica poiché ogni errore del binomio potrebbe ripercuotersi sulla vita di qualcuno!

Pur tenendo in gran conto quanto appena detto e quindi decidendo di assumersi una responsabilità tale, è comunque più che possibile prendere parte e vivere il mondo della cinofilia da soccorso in grande serenità. Infatti, prender parte a questo mondo significa anche condividere con persone e gruppi diversi di ogni regione d’Italia giornate intense di addestramento, per confrontarsi e ricevere consigli, per migliorare sempre in qualcosa ed espandere le proprie conoscenze, per accettare e “rubare” nuovi metodi o per rafforzare le proprie idee e strategie, ma soprattutto per discorrere in generale della passione che ci accomuna tutti.

E’ e sarà per molto tempo un mondo in continua evoluzione, non si smetterà mai di imparare nozioni e metodi nuovi, non si finirà mai di conoscere le qualità e le abilità del cane, come non si riuscirà mai a porre fine allo stupore e alla meraviglia che nascono ogni giorno dal vedere il cane collaborare con l’uomo in infinite attività.

Comunque, qualsiasi metodo si utilizzi, qualsiasi idea si abbia, qualsiasi formazione si sia avuta, qualsiasi disciplina o attività si sia scelta e qualsiasi strada si sia intrapresa, la base di tutto, secondo me, è instaurare una relazione sana, sincera, equilibrata, singolare e differente da binomio a binomio e non c’è una strada a senso unico per ottenere un tale rapporto , è necessario che ognuno trovi la sua ( magari aiutato da un buon educatore ! )

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Un ringraziamento a tutte le persone che mi hanno dato la possibilità di realizzare questo articolo, contribuendo alle mie esperienze…di vita (Simone Landi e tutto il gruppo K9 RESCUE).

Ma grazie anche a chi ha iniziato e sta continuando il suo percorso insieme a me.. (Elisabetta Lama e Martina Gonnelli).

Ma soprattutto grazie ai miei genitori, che mi hanno dato la possibilità di seguire questa strada.

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Una nuova avventura è cominciata…!

Novembre sta volgendo al termine, ma c’è una cosa che è appena iniziata per me (Eleonora) e le mie amiche e colleghe Isaela, Arianna ed Elisabetta … il corso comunicane!

Di cosa sto parlando? Si tratta di un trampolino di lancio per cani e conduttori (neofiti, ma non solo), costituito da 8 lezioni di educazione di base – più un paio di giornate in bosco – improntate però alla formazione di cani da ricerca in superficie: un percorso aperto a tutti nato da un’idea di Simone, il quale ci ha poi chiesto aiuto nel metterla in pratica. Noi 4, prossime alla conquista del titolo di educatrici e con qualche esperienza (e cane brevettato) alle spalle, non potevamo che essere entusiaste di poter far parte di questo progetto.

E’ così che, già da qualche mese prima dell’ipotetica data di inizio del corso, abbiamo cominciato a delinearne le basi e gli obiettivi. Abbiamo poi diffuso la voce in zona, aiutandoci con volantini e social network, ed è incredibile la quantità di persone che in poco tempo hanno chiamato per avere informazioni a riguardo: un feedback che davvero non ci aspettavamo! Ahimè i posti disponibili non erano infiniti.

Arriviamo quindi al 27 ottobre, giornata di incontro tra noi istruttori e i binomi ufficialmente iscritti, dei quali fino ad allora avevamo soltanto qualche informazione sommaria. La mattinata è stata suddivisa in un primo momento di presentazione, nostra e dell’associazione, seguito da una veloce conoscenza dei conduttori e dei loro cani, durante la quale abbiamo potuto apprezzare le motivazioni che li avevano portati da noi.

Inoltre, abbiamo assegnato a ogni binomio una di noi educatrici (e questo solo grazie al lavoro meticoloso svolto da Isaela che ha dovuto incastrare le fasce orarie disponibili di quasi 30 persone) e fissato, infine, la vera e propria data di inizio del corso.

Sono state ore intense, per noi e per i proprietari, che però – per quanto ci riguarda – sono volate, perché quando una cosa la fai con passione e ti diverte, non ti accorgi del tempo che passa.

Infatti noi a fine giornata eravamo ancora più impazienti di cominciare.

Di seguito, alcune delle foto scattate il 27 ottobre.

 

Per Arianna ed Elisabetta il tutto è cominciato il 13 Novembre, per me il 14 e per Isaela il 19, quindi per ora tutte e quattro stiamo ancora muovendo i primi passi insieme ai nostri binomi. Ciononostante ci è parso chiaro fin da subito come ognuno di loro abbia elementi che lo contraddistingue da tutti gli altri – cosa che personalmente trovo molto stimolante in questo lavoro – e come, contemporaneamente, siano tutti accomunati dalla stessa voglia di rafforzare il rapporto col proprio cane, lavorando per lui e con lui.

Già alla fine della prima lezione, tutte siamo rimaste soddisfatte di come sono andati i nostri binomi, e chi di noi ha fatto anche la seconda ha addirittura già potuto apprezzare qualche miglioramento.

 

Anche la prima giornata in bosco svoltasi il 17 novembre, durante la quale alcuni dei partecipanti hanno potuto familiarizzare con questo ambiente e testare il loro cane, ha avuto molti risvolti positivi. Infatti, nonostante io a malincuore non sia potuta essere presente, Simone e le altre mi hanno riferito che più di un cane si è dimostrato subito affine al luogo e alle attività proposte, dando prova ai loro proprietari di essere potenzialmente dei buoni cani da ricerca.

Insomma, siamo solo all’inizio, ma se le premesse sono queste non possiamo che avere buone aspettative sui risultati. In fondo, chi ben comincia è a metà dell’opera!

Quello che ci auspichiamo però non è solo di reclutare cani e padroni al fine di ampliare la nostra squadra, ma soprattutto di arricchire, almeno in parte, chi si sta mettendo in gioco con noi. Speriamo di trasmettere loro messaggi positivi, di aiutarli nella relazione con il loro cane e far scoprire loro tutte le potenzialità che quest’ultimo nasconde, il tutto in un’atmosfera piacevole e di collaborazione.

In ultimo, assolutamente non per importanza, personalmente mi auguro (e auguro ai miei colleghi), che questa esperienza ci permetta di migliorare sia sotto il lato professionale sia sotto quello personale, ma sono sicura che non rimarrò delusa perché in questo lavoro (che per me noi, amo ripetere, è in primis una passione) l’arricchimento reciproco tra cane-padrone-educatore è praticamente una garanzia!

Non mi resta che ringraziare e salutare chi sta leggendo, e darvi appuntamento al prossimo aggiornamento. BAU!

Corso istruttori per cani a supporto disabilità

In questo ultimi otto anni io e Maria Cristina Filippi ci siamo incontrate diverse volte a corsi, seminari, convegni in ambito cinofilo, non ultimo sono stata invitata a partecipare, in qualità di oratore, all’evento “CANI CHE AIUTANO – La cinofilia nel volontariato” tenutosi a Pisa il 19 maggio 2018.
Proprio in questa occasione ho conosciuto l’associazione NeuroCare Onlus (www.neurocare-onlus.it) ed il progetto “Io con Lui – Un cane a sostegno delle disabilità”.

Il Progetto è rivolto a persone che presentano una disabilità motoria o sordità e per le quali l’ausilio del cane può comportare la conquista di una maggiore autonomia di vita, essendo l’animale d’aiuto a compiere una serie di attività quotidiane a volte difficili per la persona come aprire e chiudere sportelli, porte, portare oggetti, accendere o spegnere interruttori, sfilare indumenti, ecc. Può accedere al Progetto chi già vive con un cane, oppure chi vorrebbe accoglierne uno nella propria casa, nell’ottica del rispetto del cane e delle sue caratteristiche. Aderendo al progetto il proprietario imparerà a comprendere il linguaggio del cane ed i bisogni del proprio amico a quattro zampe, si dovrà impegnare per la sua integrazione e la sua istruzione, tutto questo grazie ad un progetto personalizzato e sotto la guida di educatori cinofili specificatamente formati.

Sempre parlando con Maria Cristina Filippi mi è stato comunicato che l’associazione NeuroCare Onlus, nel corso di quest’anno, ha ricevuto molteplici richieste provenienti da tutta Italia per la preparazione di cani d’aiuto, ed il problema maggiore è risultato essere l’individuazione di educatori cinofili preparati da poter affiancare al disabile nel percorso individuale. Proprio per poter soddisfare tale richieste è stata stretta una collaborazione con l’Agenzia Formativa Hashtag Formazione e Benessere di Pontedera, dove io lavoro, ed è stato progettato il corso:
CORSO ISTRUTTORI CINOFILI PER CANI A SUPPORTO DISABILITÀ
Il corso, della durata di 60 ore, alternerà lezioni teoriche a lezioni pratiche, saranno ammessi un massimo di 10 binomi e per poter partecipare è necessario possedere un’istruzione cinofila di base, in quanto il percorso formativo si concentra su un programma molto specifico.
Il corso inizierà nel mese di marzo 2019 e terminerà, con un esame finale, il 12 maggio 2019.
Al termine del corso sarà possibile individuare tra i corsisti coloro ai quali proporre una possibile collaborazione, mettendoli in contatto con nuovi binomi da preparare in relazione alla zona di provenienza.

Per qualsiasi informazione: info@hashtagformazione.com
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Da Pontedera a Nesso: cinofilia itinerante

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Amo i cani, sono nata e cresciuta in mezzo a loro e gente che li ama. Avevo 8-10 anni quando leggendo “Io e il mio cane guida” (Un libro molto carino che racconta la storia di una ragazza non vedente e di Emma, il suo cane guida che le ha cambiato la vita) dissi: “da grande farò l’educatrice di cani“. Da lì, iniziai a insegnare cose sciocche a Trilli, il mio simil-maltese, avvicinandomi piano piano sempre più al mondo della cinofilia. La passione aumentava, e con essa anche il desiderio di riuscire a renderla il lavoro della mia vita.

 

È stato circa 15 anni dopo, a Pontedera, che ho potuto iniziare a lavorare concretamente per realizzarlo, entrando a far parte (ormai da un anno) dell’associazione “K9 rescue – cinofilia da soccorso”. Qui Simone, Sandra, Salvatore e Giulia mi hanno accolto a braccia aperte, insegnandomi le fondamenta dell’educazione ed introducendomi nel mondo della ricerca in superficie, attività sportiva e di volontariato che mi affascinava molto.

nesso 4A loro devo tutto quello che so oggi, mi hanno insegnato a prendere coscienza della mia persona, ho imparato a comprendere il mio cane e a rafforzare, di conseguenza, il nostro rapporto; diventando un’identità unica e assaporando le gioie e le soddisfazioni del vero binomio cane-conduttore. Ho ricevuto gli strumenti per iniziare ad orientarmi nella comunicazione intraspecifica (cane-cane) e interspecifica (uomo-cane), entrambe per nulla semplici da decifrare, in particolar modo per una neofita come me.

 

 

Ma facciamo un passo indietro. Non è a Pontedera che sono iniziate la mia vita e con essa la mia passione, bensì a Nesso, un paesino sperduto sul lago di Como che conta 1200 anime. Per motivi di studio mi sono  trasferita a Pisa, dove vivo quasi tutto l’anno, ma come ogni studente fuorisede che si rispetti, ad Agosto torno alla base.

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Questa estate, prendendo spunto dal progetto “Se mi lasci non vale” che ha svolto Sandra nelle scuole elementari di Pisa, mi sono decisa a tenere un incontro con i bambini di Nesso Il giorno 11 Agosto, in occasione della festa di San Lorenzo.

L’obiettivo di tale evento era riuscire a far capire come approcciarsi ai cani e spiegare come avviene la ricerca di dispersi con l’ausilio degli stessi. Il tutto in modo breve, conciso e stimolante allo scopo di mantenere attiva la concentrazione di 30 bambini iperattivi, vi confesso che ero un po’ preoccupata.

nesso 3Invece è andata meglio di quanto sperassi. Quella trentina di bimbi, che conosco e ho visto nascere e crescere, mi guardavano entusiasti e ascoltavano interessati ciò che avevo da dir loro. Poi mi hanno riempito di domande pertinenti e simpatiche, e alla fine – la parte più bella – hanno provato ad applicare quanto avevo appena spiegato con Palù, il mio inseparabile “supercane” (si, è stata una loro cavia, poverina). Li vedevo davvero coinvolti, raccontavano dei loro cani e di quelli dei loro amici!

nesso 2Non so quanto abbia loro trasmesso, ma sicuramente loro hanno dato a me la possibilità di parlare di un mondo che per me è di vitale importanza, grazie a loro ho potuto far fare delle esperienze positive a Palù, che a volte è un po’ preoccupata alla presenza di bambini. Non hanno criticato la mia scarsa capacità oratoria, nonostante fosse per me una vera sfida tornare al paesello, dove mi conoscono tutti, e spiegare nozioni appartenenti a un mondo così poco conosciuto ma così importante per me. Tutto questo mi ha dato la carica necessaria per perseguire alcuni dei miei obiettivi, tra cui migliorarmi e continuare a divulgare il più possibile la cultura cinofila.

Volevo dunque ringraziare il gruppo del K9 dei preziosi insegnamenti, i bambini e i loro genitori per aver preso parte all’evento, la Pubblica Assistenza SOS Canzo – distaccamento di Nesso, che mi ha dato questo piccolo spazio durante la giornata “San Lorenzo dei Ragazzi”; e tutto il mio paese, il punto di partenza di tutto ciò che sarò.

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CALENDARIO ATTIVITA’ 2018/2019

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CALENDARIO ATTIVITA’ 2018/2019:
novembre 4: simulazione esame enci (8:30/17:00)
novembre 10/11: ESAME VAB
novembre 17 oppure 18: Corso aspiranti u.c. (8:00/17:00)
novembre 25: visita campo Rosignano esame IPO R FL E
dicembre 1/2: Squadra Agonistica con Cerri Francesco
dicembre 8: corso aspiranti u.c. (8:00/13:00)
dicembre 14: ESAME ENCI Bergamo
dicembre 15/16: Squadra Agonistica (Torino)
dicembre 22: corso aspiranti u.c. (8:00/13:00)
gennaio 12/13 Squadra Agonistica con Martinelli Giovanni
gennaio 19: ricerca (8:00/13:00)
gennaio 20: Corso aspiranti u.c. mantrailing (8:00/17:00)
gennaio 26/27: ESAME ENCI IPO R FL E
febbraio 2: corso aspiranti u.c. (8:00/13:00)
febbraio 9/10: RADUNO GIUDICI CSEN
febbraio 16: ricerca (8:00/13:00)
febbraio 23/24: stage aspiranti u.c.
marzo 2: ESAME CSEN
marzo 9/10: da definire
marzo 16: ricerca (8:00/13:00)
marzo 23/24: Squadra Agonistica con Anna Maria Cini
marzo 30: ricerca (8:00/13:00)
aprile 6/7: da definire
aprile 13/14: Workshop AIECI
aprile 20/21: Squadra Agonistica Volpago del Montello
aprile 27: ricerca (8:00/13:00)
maggio 4/5: Simulazione esame CSEN
maggio 11: ricerca (8:00/13:00)
maggio 17/18/19: FINALE TROFEO CSEN
maggio 25: ricerca (8:00/13:00)
giugno 1/2: Esame educatori cinofili CSEN
giugno 8: ricerca (8:00/13:00)
giugno 15: da definire
giugno 22: ricerca (8:00/13:00)
giugno 29/30: da definire

Oltre agli incontri settimanali presso il centro cinofilo!!
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Prova per cani da soccorso IPO-R-E-FL ricerca in superficie ed OPERATIVO

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in data 26 gennaio 2019

Prova Obbligatoria per Cani da Soccorso per accedere alle prove OPERATIVE nella disciplina FL Superficie, Livello – E, secondo quanto previsto dal REGOLAMENTO IPO R

Giudice: GIOVANNI MARTINELLI (ANA)



in data 27 gennaio 2019

ESAME PER ABILITAZIONE PER LA RICERCA IN SUPERFICIE, secondo quanto previsto dal regolamento

(Si precisa che per partecipare è obbligatorio aver già superato IPO-R-E-FL)

1° Giudice: GIOVANNI MARTINELLI (ANA)

2° Giudice: ERIKA BONZANNI



PER L’ISCRIZIONE (a numero chiuso, posti limitati) è necessario effettuare un pagamento di € 40 sul seguente IBAN IT 30 J 08562 71130 000011874583 intestato a Comunicane, come causale inserire il nome del partecipante e riempire il sottostante form:

Per qualsiasi altra informazione potete contattare Simone Landi 3668749825

Una bionda a mantrailing.

La bionda in questione non sono io, ma la mia bellissima ragazza dell’Est, alta, slanciata e quasi completamente muta, fatto salvo qualche sporadico grugnito di protesta e i suoi fastidiosissimi cigolii. Milla non abbaia. Cigola.

Abbiamo provato con lo scovo qualche volta e la sventola cecoslovacca va come un missile terra aria, fuori e dentro ai pruni, su e giù dai fossi. E li trova, eh. Ma sembra che sedersi di fronte ai figuranti guardandoli intensamente e piene di aspettativa non faccia parte delle segnalazioni riconosciute da nessun ente cinofilo, almeno per lo scovo. Perciò il progetto di avere uno dei pochi clc utili a qualcos’altro oltre che perdere materassi di pelo è abortito sul nascere.

Qualche tempo fa è partito il progetto della nostra istruttrice Sandra Fontana di avere un reparto sia sportivo che operativo di mantrailing nel K9, e noi bionde bipedi e quadrupedi ci siamo accodate con curiosità.

Ma che cos’è questo mantrailing e come funziona?

Il mantrailing è un tipo di ricerca che si esegue col cane agganciato ad un guinzaglio molto lungo (10 o 5 metri), gli si fa annusare il così detto “campione d’odore”: un oggetto o un indumento di una specifica persona e il cane cercherà lei e solo lei seguendo la pista percorsa dal disperso. In questo caso sedersi davanti al figurante pieni di aspettative è effettivamente un segnale accettato, come abbaiare o addirittura saltargli addosso.

Quindi un pomeriggio ci siamo armate di pettorina, guinzaglione di cinque metri, guanti da cavallo ricordo di una vita in cui la mia massima aspirazione era troncarmi l’osso del collo, molti wurstel e ceci (si, la slovacca va matta per ceci e fagioli, tanto se non son squilibrati non li vogliamo…) e siamo partite per vedere cosa fosse questo misterioso mantrailing.

La prima ricerca di Milla è stata su di me, con testimone d’odore la maglietta più sudata e puzzolente che sia riuscita a trovare: mentre Sandra la teneva per il guinzaglio le ho sventolato sotto il naso un wurstel e sono scappata dieci metri più in là, dove mi potesse vedere. Rischiando la vita e i recettori nasali, Sandra le ha messo sotto la mia maglietta e la bionda è partita a spron battente verso il cibo che tenevo in mano.

Bene.

A quel punto mi sono nascosta, Sandra ha ripetuto l’operazione e Milla è ripartita, più a memoria che a naso, ed è tornata nel punto in cui ero prima, ma -oh! Sorpresa!- io non c’ero. A conferma che i cani sono meglio delle persone, nonostante sia bionda ha deciso di usare quella sua testolina carina ed ha appiccicato il naso in terra, ha girato l’angolo e si è guadagnata il suo premio, con mia grande sorpresa.

Poi è stato il turno di Giulia che con Jenna ci ha fatto vedere come si segue una pista. Sandra ha nascosto me, mi ha fatto fare una lunga passeggiata su un sentiero, poi in mezzo ad un campo verso un palo, un angolo a novanta gradi verso un altro palo, attraverso un fosso e dietro un muretto. Lì ho aspettato che arrivasse Giulia con la sua superborderina. Non ho resistito e pur restando rintanata nel mio nascondiglio, le ho spiate durante tutto il tragitto: Jenna è partita, ha seguito il sentiero fino al punto esatto in cui ero entrata nel campo, ha proseguito seguendo i miei passi fino al primo palo, ha girato di novanta gradi perfetti verso il secondo palo esattamente come avevo fatto io ed è arrivata a me senza uscire mai dalla pista. Sono rimasta affascinata e l’ho riempita di premi, più entusiasta della conduttrice che non si aspettava niente di meno dal suo cane.

Poi è stato il turno di Allen, un enorme pastore tedesco che un tempo aveva problemi con persone e cani. Da quando lavora sembra siano notevolmente migliorati: ignora qualsiasi cosa gli sia attorno quando è sulla pista, concentrato e sicuro al guinzaglio con Valeria, è arrivato a me esattamente come Giulia e Jenna con qualche lieve sbavatura in più, ma comunque mi ha esterrefatto tanto che ho riempito anche lui di premi a manate. Se continuano a far fare a me la figurante, finiranno per avere cani motivatissimi ma grassi come vitelli da macello.

Non ho foto di Allen: sembra che io con la macchina fotografica sia incompatibile con Valeria ed Allen. Allora ci metto un Monty in protesta.

Sandra ha deciso di far provare Milla di nuovo, stavolta con me al guinzaglio e Valeria come figurante. Ci ha lasciato il suo gilet come testimone d’odore e si è andata a nascondere appena fuori vista, stimolandola a voce. Milla era già su di giri come una 500 ai blocchi che sta per gareggiare con delle f1: senza speranza ma convintissima.

“DEVI ATTACCARE IL GANCIO ALLA PETTORINAAAAAA” mi ha urlato Sandra mentre trattenevo Milla con la sindrome dell’aquilone. Come se fosse facile sganciare e riagganciare un cane che passa più tempo a mezz’aria che con almeno il 75% delle zampe a terra. Dopo un paio di tentativi e bestemmie sono riuscita a placcarla e a fare come mi diceva Sandra, e comunque la prima bacchettata sulle ditina me la sono presa. Milla ai blocchi, pronti attenti via! Passata radente sul gilet di Valeria, senza quasi il tempo di darle il comando per riconoscere l’odore (TRACK) e lei era già naso all’aria a cercare la figurante. All’aria. Andava a scovo, la furba, trainandomi con la forza di un Land Rover, facevo balzi che neanche il primo uomo sulla luna.

“NON SI CORRE A MANTRAILIIIIIIIING” altra bacchettata, preso e portato a casa anche questa. Fischia in mezzo ad un cespuglio di rovi, Milla sembrava non farci caso, io ho tirato giù un calendario sano. “Perché seguire la pista quando puoi tagliare in una zona impervia? È da quella parte, lo so, lo sento.” L’ho odiata. Gli altri ridevano mentre io cercavo di liberarmi dai pruni e lei già saltava addosso a Valeria, felice come un cucciolo in macelleria.

Dopo hanno lavorato Leo, un meticcetto pauroso e insicuro che ho conosciuto appena recuperato da un canile da Elena, che dopo aver lavorato su questi problemi con l’istruttore Simone Landi ed ha cominciato col mantrailing è diventato di una socievolezza e una simpatia che mai avrei sospettato. Non solo, è anche molto bravo e non sbaglia un colpo.

Mia, con Salvatore, (che di recente ha preso il brevetto di operatività per questa disciplina), con la sua calma e il suo solito aplomb da cane d’alta borghesia a cui tutto sembra fare un po’ schifo, quando mi ha trovata ha lasciato ai posteri l’etichetta ed ha infilato il muso nel sacchetto dei premi con molta poca signorilità.

Ho visto cani cambiati in questa disciplina. Cani felici di lavorare, che hanno acquisito sicurezza e responsabilità perché ogni tanto sono loro a guidare. Il mantrailing è un bello sport, i quadrupedi usano la testa, gambe e naso; i loro conduttori invece sono obbligati ad osservarli con attenzione, capire il linguaggio del loro corpo quando è teso nella ricerca o quando stanno cazzeggiando (perché lo fanno, uh, se lo fanno!) seguirli e fidarsi di loro, ma anche aiutarli. Va da sé che il rapporto ne giova visibilmente, un binomio da mantrailing deve essere non solo legato fisicamente dal guinzaglio, ma anche nella testa e nel cuore.

Per Milla vi dirò come andrà, per ora si diverte tanto e io sono felice.

Grazie Sandra.