K9 rescue nucleo cinofilo da soccorso -  onlus

Risultati di due giorni di Prove

Come molti di voi sapranno, Nei giorni 26 27 gennaio 2019 presso il nostro campo si sono svolti gli esami ENCI di ricerca in superficie, e non poteva certo mancare un piccolo report!

1° GIORNATA
Abbiamo iniziato sabato mattina ore 7.30 con la parte di campo dell’IPO R FL livello E:
11 binomi presenti, tutti promossi!
Io non ho ottenuto un ottimo risultato in quanto a numeri, ma Palù mi ha dato grande soddisfazione dato che nonostante la sua paura della pistola è rimasta lì, con me, e insieme abbiamo raggiunto un 88!
Per l’altra mia socia invece, Arianna, un ottimo risultato! Un 93 con un Marlone che inizia farfallone per poi inquadrarsi e fare tutto benissimo! Marley in campo è sempre una certezza che premia la costanza del lavoro di Ari! Grande squadra!
Ci spostiamo poi in bosco per la  ricerca e anche lì buoni risultati, un dispiacere comune per l’unica unità cinofila che si ferma.
Ho usato l’espressione “dispiacere comune” non a caso, perché noi cinofili siamo così: si ride e si scherza, ci mettiamo in competizione ma, quando ci troviamo davanti ad un buon lavoro, lo sappiamo riconoscere.
Purtroppo Biagio ha preso una cantonata in ricerca lasciando tutti basiti. Ma ragazzi non vi abbattete, sarà per la prossima volta perché siete davvero grandi!

Per quanto riguarda il team K9 portiamo a casa un 96 e un 95 confermando le certezze che Palù e Marley costituiscono!
Beh che dire, Simone (il nostro istruttore) può sicuramente ritenersi soddisfatto visto che i primi due posti sul podio vengono occupati proprio dal team K9, Arianna al 1° posto e io subito dietro.

Per questa giornata dobbiamo dire grazie ad un sacco di persone per l’aiuto nell’organizzazione: Eleonora Marangoni che ha fatto prima da cameraman e poi da figurante (nonostante la febbre!) Ai ragazzi dell’All round Rescue (Francesco Cerri e Grazia Donatucci), a Elisabetta Lama, a Riccardo (V.A.B.), alternatisi nel “gruppo”. Grazie a Ivan (Pubblica assistenza) che nell’angolo del campo sparava i colpi di pistola come un cowboy, grazie ad Andrea (Misericordia) che ha fatto il trasporto per tutti i cani cercando di rasserenarli il più possibile.
Grazie a tutti gli accompagnatori/spettatori che facevano sostegno morale!

 


2° GIORNATA OPERATIVO

La prima giornata si è quindi effettivamente conclusa e la sveglia della domenica suona troppo presto, infatti alle 7.30 ci ritroviamo pronti a ricominciare, questa volta sono 13 le unità cinofile che partecipano.
Fa freddo, ma il pensiero comune è che i cani lavoreranno bene (siamo tutti fuori di testa!). La mattinata scorre tra piccoli marcaggi per scaldare il cane, chi mangia, chi va in ansia, chi studia in base all’aria e all’area la miglior tattica con cui affrontare la ricerca, ci si scambia opinioni e si è in ansia per tutti, dal primo all’ultimo, anche per chi non si conosce.

Al mio turno sono in ansia ma confido in Palù, non mi aveva abbandonato il giorno prima, in campo, dove è meno portata, perché avrebbe dovuto farlo proprio in quel momento, nella ricerca è sempre stata un punto fermo! E infatti, in pochi minuti trova entrambi i figuranti e concludiamo con 191/200, eccellente! Io incredula guardavo la sua espressione che sembrava dire: “non capisco perché sei sorpresa ma non mi interessa, non pensare di rimettermi in macchina perché qua io sono carica a bestia e voglio fare un’altra ricerca !
Volevo spendere giusto due parole per ringraziare la mia bestiaccia, perché mi capita di pensare che non ce la faremo e poi mi fa sentire stupida ad aver avuto dubbi! È proprio un gran cane!

Colpo di scena invece per Marley che non supera la prova. Visto il lavoro svolto anche i giudici sono rimasti sorpresi, infatti quel super cane si è letteralmente scaraventato giù in fondo al canale dopo aver evidentemente sentito il figurante, una volta arrivato giù però non ha segnalato. La faccenda è molto strana, e non per giustificare, un errore può sempre capitare, però Marley, affrontato velocemente quella ripida discesa, si è tranciato completamente mezzo polpastrello! Quindi potrei avanzare l’ipotesi che le due cose siano strettamente correlate! In ogni caso sono certa che alla prossima occasione Marley e Ari dimostreranno la loro forza.


Organizzare due giornate del genere non è affatto semplice, e Simone si è impegnato tanto affinché tutto andasse bene e che tutti fossero soddisfatti. Direi che tolti alcuni “cicchetti” da parte dei giudici ha svolto il suo lavoro di Direttore di campo nel migliore dei modi, si è assicurato che ogni conduttore potesse svolgere l’esame nelle migliori condizioni, uguali per tutti, mettendosi completamente a disposizione di ognuno di noi già da mesi per la prova campo!
Anche i giudici, Giovanni Martinelli ed Erika Bonzanni sono stati stupendi, hanno messo a proprio agio i partecipanti. Non sono stati avidi nei complimenti e, quando invece c’è stato da criticare o bocciare è sempre stato fatto con rispetto, in modo costruttivo e cercando di incoraggiare a migliorare.
Quindi grazie in primis a Simone che ha organizzato, ai giudici che hanno messo a disposizione il loro tempo, a tutti i partecipanti bipedi e quadrupedi, ma soprattutto grazie ai colleghi della VAB di Calenzano, della Misericordia di Pontedera, della Pubblica Assistenza Maria Bouturlin di Barberino del Mugello che sono stati fermi al freddo e al gelo tutta la mattina per fare da figuranti.
Grazie al ristorante Le Tre Campane che ci ha ospitato, aspettato, e sfamato.

Stare due giorni in mezzo ai cinofili è sempre un’esperienza fantastica, c’è sempre qualcosa da imparare sia a livello cinofilo sia a livello umano, si arriva a casa infreddoliti, pieni di umidità, fango, puzzo e peli ma con la gioia nel cuore e con quell’appagamento che, per noi, è dato solo dall’attività cinofila.

 

 

Due giorni tra le macerie (seconda e ultima parte)

DRRIIIIIIIIIINNNN!!! 

Laseconda parte non poteva iniziare che così, visto che il risveglio è stato a dir poco burrascoso! Ma torniamo a noi…

Tutti pronti, verso le 8 ripartiamo in direzione Lodi, dove ci attendeva il campo macerie situato a Codogno. 

Questo era a mio parere molto più realistico e di conseguenza stressante. Infatti, nonostante ci fossero comunque nascondigli appositamente studiati e in sicurezza per i figuranti, l’ambiente era più ostico e costituito da vere e proprie macerie che si sviluppavano anche in altezza.

43FDDDED-94FD-4A18-8CB4-1713F822D5D4.jpeg

In particolare si trovavano resti di un capannone e di un casolare, e i tombini di cui parlavo quando descrivevo il campo di Ghedi erano qui all’interno e al di sotto di questi stessi resti, a simulare quasi un vero e proprio territorio terremotato. 

Ma come si sono comportati i nostri cani? 

Per quanto riguarda Astrid, era in evidente difficoltà, il terreno era instabile ed era un ulteriore prova per lei, un’altra novità tra le tante nel giro di 24 ore. 

48E331C1-8CC2-46CF-974A-220AFBDBC455.jpeg

Anche per Marley è stata una prova impegnativa, ma a piccoli passi siamo riusciti a migliorare il suo stato d’animo. 

2b8cebe2-f351-415b-a242-5248643f1037

È per questi motivi che io e Arianna a fine giornata abbiamo poi trascorso del tempo in libertà sulle macerie, camminando insieme a loro e premiandoli, cercando di fargli prendere ulteriore confidenza e lasciar loro un ricordo positivo. 

1DFE2F7B-AD14-45C3-8055-4DB57EF50052.jpeg

Palù si è dimostrata ancora una volta bravissima, a suo agio nonostante l’ambiente, come se l’avesse sempre fatto, come se fosse nata proprio per fare questo. Tra l’altro i piccoli problemi di gestione che di solito si mostrano in superficie, sembravano scomparsi. Chissà, dovremo aprire una sezione nel k9 dedicata alle macerie? Sicuramente Palù sarebbe felice (e probabilmente anche Isa).

Nitro a sua volta non ha mostrato troppa repulsione, e ben stimolato dalla sua adorata manica ha affrontato gli ostacoli in modo molto positivo. Sembrava quasi più a suo agio del giorno prima.

Un tipo di campo come questo è una grande prova per qualsiasi cane, che si trova a dover fare il lavoro di ricerca in un ambiente completamente nuovo, in modo totalmente diverso. 

Il cane è costretto, in questi casi, non solo ad usare il naso (avvantaggiati sono quei cani come Palù a cui questo viene naturalissimo), ma anche la testa. 

Trovo che presentare loro tutti questi stimoli, li aiuti a ragionare e a trovare soluzioni, nonché sicurezza in se stessi, se correttamente sostenuti da noi conduttori. 

Bisogna però staremo molti attenti a non esagerare con lo stress che in questo modo procuriamo al cane, che potrebbe portarla a chiudersi e sicuramente non a farlo divertire. 

Bisogna andare per gradi, cominciando da prima dalla movimentazione sul terreno e non certo da una ricerca. A seguire, se il primo step è superato senza difficoltà, qualche invio su stimolo e con figurante in vista. Si insomma, avete capito, si riparte praticamente da zero perché per il cane è un esercizio completamente diverso da quello cui è abituato! 

È indispensabile quindi essere empatici, saper leggere il cane e i suoi segnali di stress per capire quando fermarsi, ed è necessario essere anche umili per farlo. Non lasciate mai che la vostra voglia di risaltare offuschi le vere priorità, perché il successo si costruisce piano piano e non sempre si esplica in un primo posto sul podio 😉

Per concludere (e finalmente direte voi), queste due giornate sono state – come sempre, ma forse più del solito – altamente formative. Ci hanno aiutato a riconoscere e comprendere i limiti dei nostri cani (che comunque rimangono super cani perché non è da tutti essere capaci di affrontare situazioni del genere con questo spirito di collaborazione), nonché a capire come aiutarli a superarli. 

Dopo esperienze così intense mi rendo conto di quanto lavoro necessiti la strada che porta alla possibilità di salvare realmente vite. Un lavoro che riguarda il cane e soprattutto noi stessi. 

Ci tengo a ringraziare ancora una volta i nostri compagni di avventure dell’”All for dog – K9” di Torino, che hanno contribuito ad arricchire le nostre giornate. 

58AAE521-7B54-4D69-AC58-2A7330A017F5.jpeg

Grazie ai responsabili dei campi che ci hanno ospitato e permesso di usufruirne.

Grazie a Simone che ci permette di vivere tutto questo. 

Alla prossima ragazzi! 

Due giorni tra le macerie (prima parte)

Buongiorno a tutti! È finalmente arrivato il momento in cui vi racconto come ha passato questo weekend la squadra k9, momento che forse aspettavo più io che voi perché non vedevo davvero l’ora di trovare il tempo per parlarvene, e ora capirete perché! 

Come previsto, sabato 11 gennaio siamo partiti all’alba (carichi come muli, come sempre) in direzione del campo macerie di Ghedi (BS), dove siamo stati accolti dalla protezione civile volontaria locale di cui eravamo ospiti.

Mentre a Simone viene mostrato il campo e tutti i suoi nascondigli, io Arianna e Isaela ci mettiamo subito all’opera facendo sgambare le nostre bestiacce e cominciando a tagliare wurstel come se non ci fosse un domani. 

Mentre aspettavamo che ci raggiungessero i nostri amici dell’ “All for dog – K9” di Torino, abbiamo iniziato l’addestramento, a partire dalla mia Astrid. 

Come prima esperienza, lei e a seguire Nitro Palù e Marley, hanno affrontato i tombini di cemento, particolarmente difficili e al contempo stimolanti per la mia culona ancora parecchio abituata ad andare a vista e usare poco il naso. Gli altri tre musi hanno impiegato molto meno tempo per scovare i figuranti, nonostante Nitro fosse andato in paranoia per il tombino rialzato un metro da terra. A parte le piccole difficoltà che può aver riscontrato ognuno di loro a causa di ambiente e esercizio nuovi, come sempre ci hanno stupito mostrandosi vogliosi di collaborare e pronti a superare i loro timori. 

Terminata questa fase, ci siamo spostati verso la zona del campo che ospitava strutture curve in cemento, stabili, ma accatastate in modo da creare anche cuniculi stretti e bui tra una e l’altra (seguono foto per sopperire alla mia incapacità di spiegare meglio a parole). 

3394FD05-EA6B-44A5-B1C6-B03BA2297780.jpeg

Quasi nessuna difficoltà per i nostri cagnacci, tranne per Marley cui – si sapeva – le macerie non piacciono granché (e lo capiamo, chi non preferirebbe i boschi e i prati aperti al cumulo di massi emblema di qualche disastro?). Nonostante Marlone non fosse troppo felice, non ha mai smesso di provare a trovare il figurante. Perseverante il ragazzo, anche quando per 15 minuti Arianna e Simone hanno cercato di fargli attraversare un tubo che terminava in una stanza cementata, al buio, e praticamente senza vie d’uscite se non piccoli fori. 

dad8fd12-da63-4238-b609-dd8c37b55fb2

Beh, alla fine entrava e usciva da solo senza alcuna difficoltà! Grande cane.

In mezzo a questo tipo di macerie invece Astrid ci ha stupito, dimostrandosi agile come un anguilla nello sgusciare tra un cunicolo e l’altro… chi l’avrebbe mai detto! 

Palù, inutile dirlo, non ha mai avuto difficoltà in praticamente nessuna situazione perché non so se lo sapete ma lei in una vita precedente era un cane eroe da macerie che probabilmente ha restituito alla luce almeno un centinaio di persone. Per lei è stato tutto un gioco da ragazzi, giusto per demoralizzare tutti gli altri. No dai, scherzo, non potremmo essere più orgogliosi di quella dolcissima canina marrone con le orecchie pendule ❤️ 

Finito il secondo giro per tutti, e dopo un ricco e prelibato pranzo cucinato dalla pcv, sono finalmente arrivati da Torino Alessio, Nancy, Samuel e Davide. 

Hanno quindi cominciato a lavorare con i loro cani e noi ad aiutarli come figuranti. 

Anche per qualcuno dei loro cani era una delle prime esperienze su macerie, quindi è stato anche interessante confrontare i vari approcci alla nuova situazione da parte di ognuno di loro. 

Non sono mancate nemmeno le sessioni mozzafiato, grazie per esempio ad Argo e agli altri cani che come lui sono già abituati alla macerie, dove non puoi far altro che sgranare gli occhi e rimanere senza parole mentre il cane lavora. Assurdi! 

Dopodiché, nonostante il tramonto e l’avanzare del buio, abbiamo testato i nostri cani sull’ultima zona del campo dove le macerie, finora molto tecniche, con nascondigli e uscite d’aria studiati ad hoc, erano un po’ più simili alla realtà, caratterizzate da resti di un casolare, sassi, tegole ecc. 

Pure qui le macerie si sviluppavano anche in altezza, offrendo nascondigli rialzati e percorsi instabili e tortuosi per raggiungerli. 

Dopo una simulazione di ricerca reale di Argo, durante la quale Samu è quasi morto congelato, terminata con Argo che stupisce noi spettatori mentre non gli stavamo più dando attenzione, per la nostra squadra è arrivato il momento di staccare e prepararci in vista della cena.

E direte voi, “vabbè, anche se non ci racconti che vi siete sfondati di cibo come sempre, stiamo bene lo stesso, a noi interessano i cani” e avete ragione, ma ogni tanto esce il mio lato romantico e volevo porre l’attenzione su quanto anche un momento come la cena possa diventare un momento di crescita per il gruppo. 

Non abbiamo solo mangiato tutti insieme (anche bevuto😝), abbiamo ripercorso la giornata trascorsa, confrontandoci sui risultati e sulle difficoltà riscontrate, siamo anche riusciti – per poco – a intraprendere discorsi che esulassero dal mondo cinofilo, abbiamo riso insieme e conclamato che certi rapporti vanno oltre gli interessi condivisi; anzi, che proprio a partire da interessi condivisi si possono conoscere persone che poi diverranno anche amiche. E0EC14F4-EBD8-480B-A47C-31D81A77D5D1.jpeg

Tornati al campo, stanchi e sfiniti ci siamo accomodati in una delle stanze messe a disposizione dal campo stesso, crollando a dormire in tempo zero. 

Puntata la sveglia, avevamo ben 6 ore per riposarci e ricaricare le batterie per il giorno seguente… 

[…TO BE CONTINUED…]

“Paure”… che divengono passione

Eccomi qua, l’ennesima persona tra milioni che si è approcciata a quello che è il mondo “della cinofilia”.. e aggiungerei quasi inconsciamente, visto che le cose che senti non le decidi di certo.
La mia storia inizia molto presto, quando fin da piccola assistevo e “sguazzavo” tra le cucciolate dei cani di mio padre ( “tipico cacciatore”, dite quello che vi pare, un po’ di “guerre” ce ne ho già fatte, tanto quanto ho cercato di trarne anche cose positive.. ) così da aver avuto la possibilità di  trascorrere molto tempo con tanti diversi quadrupedi e soprattutto veder nascere il mio primo cane (anche se ancora non lo sapevo).
Paco era un meticcio Springer Spaniel / Pointer, un cane perfetto, anche se siamo tutti un po’ di parte per i propri cani, lui vi assicuro era veramente e oggettivamente perfetto. Un piccolo grande cane bianco, dalle chiazze marroni e il naso depigmentato rosa.
Paco subì un trauma a circa un anno di età a causa del suo primo colpo di fucile sparato accidentalmente/incompetentemente da troppo vicino. Tale episodio, legato al fatto che sarebbe stato destinato ora più di prima a giornate di box in piena campagna lontano da umani e tanti svariati stimoli, face di lui un cane indubbiamente e fortemente fobico.

Così, ecco che le nostre vite smettono di camminare parallele e decidono proprio di incrociarsi. Io avevo appena terminato il corso di scuola superiore ed ero lì nel tentativo di superare i famosi test di medicina veterinaria.. mentre Paco aveva ormai due anni, spaventato da qualsiasi persona che non conoscesse e da qualsiasi rumore più forte o improvviso oltre che da qualunque luogo/stimolo che non fosse incluso nel suo repertorio di conoscenza (quindi..in parole povere, da tante tante cose).
Paradossalmente, ringrazio il giorno in cui mi dimenticai di fare l’aggiornamento settimanale della graduatoria dei risultati dei test di veterinaria, motivo per cui, dopo aver fatto altrettanti test di ammissione, sono rimasta nel corso di Tecniche di Allevamento ed Educazione Cinofila, a Pisa. 
C’ero io, ingenua e fresca in prossimità di un mondo.. e poi Paco, bisognoso di un aiuto ( intendo anche semplicemente amore e punto di riferimento) poiché non più ritenuto “idoneo” per la caccia.
Non c’era da dare la colpa a nessuno,o meglio non sarebbe servito assolutamente a niente : ormai le cose stavano così e guardando il bicchiere mezzo pieno non poteva che essere solo un inizio.
Lui ne aveva di paure, ne aveva tante, ma d’altronde chi è che non ne ha. Le mie di paure erano sicuramente diverse ma forse non troppe di meno.. e stare accanto a lui era sicuramente gratificante: vederlo muovere i primi passi su di un marciapiede vicino a delle macchine, vederlo  piano piano avvicinarsi a gruppi di persone (senza esagerare), vederlo abituarsi tra mille inconvenienti ad una “vita di casa” ma soprattutto intravedere quella sicurezza quando era al mio fianco.. che con il tempo divenne: “ho paura del mondo ma se ci sei te posso provare a fare tutto”.
Si lo stavo aiutando con le sue incertezze, giorno dopo giorno .. ma praticamente mai quanto lui possa aver aiutato me a comprendere e apprezzare l’importanza di certe unioni, il significato di certi sguardi, le movenze facenti parte della sua comunicazione, l’onore di poter rappresentare così tanto e la carica e la convinzione che probabilmente sarebbe stata quella la mia strada. Lo devo a lui, ci completavamo.

Poi (purtroppo o per fortuna?) la vita spesso è tutto ciò che non ti aspetti.. e un brutto incidente avvenuto in mia assenza (che, scusate, non starò a raccontare) ha voluto strappare via Paco da questa terra.
Ed ecco che il team del K9 Rescue-Vab Nucleo Cinofilo da soccorso di Pontedera entra in questo mio “racconto”: il mio Angelo a 4 zampe, infatti, aveva conosciuto anche Simone  e altri istruttori ed educatori cinofili di grande competenza proprio nei mesi appena precedenti a tale accaduto. Sempre durante i corsi all’università, viaggiando in qua e in la per diversi seminari, mi ero iscritta ad uno stage organizzato dall’associazione composto da 4 weekend , incluso nel corso educatori CSEN. C’era stata una prima lezione teorica, una seconda di classi di comunicazione nella quale Paco era stato uno dei protagonisti e una terza dove, affrontando varie tematiche, ebbi l’opportunità di farlo socializzare con svariate persone, attraverso qualche dritta più accurata su come farlo.
Era stato tutto molto soddisfacente, ero felice, per lui e di noi (tanto che, ahimè, con la sua assenza il quarto appuntamento non seppi affrontarlo) .
Non voglio certo soffermarmi sul dolore (se così semplicemente si può chiamare) che ho provato, sui pensieri che mi ronzavano in testa e i giorni che sembravano non passare mai.. ma sottolineare quanto tutto ciò mi ha probabilmente reso più forte, consapevole e senza dubbio convinta di ciò che stavo facendo e avrei desiderato fare in futuro.
Una “fine” che come spesso succede è stata la spinta per un vero e proprio inizio.
Così passati alcuni mesi, una simpatica e “paracula” canina di colore nero è entrata a far parte della mia vita. Avevo scelto una femmina, perché Paco avrebbe preferito sicuramente una compagna.. e l’avevo scelta prendendola dalla strada all’età presunta di 7 mesi, con un piccolo bagaglio alle spalle magari da poter provare un po’ a “correggere”: se necessario avrei voluto tanto fare tutto ciò per cui mi era stata negata la possibilità in precedenza.
Yuma, lato opposto ma anche simile al mio essere, contrastante ma allo stesso tempo indispensabile. Maestra di vita, che ha saputo mettermi alla prova e lo fa giorno per giorno; tutto ciò di cui avevo bisogno nella sua affascinante imperfezione.

E così ho iniziato a crescere (mi auguro): ho iniziato a formare il mio primo cane (con l’aiuto fondamentale di più istruttori ai quali vanno tra i primi dei miei ringraziamenti) in attività di ricerca dispersi in superficie e soprattutto attività ludiche con bambini e anziani all’interno del Gruppo Cinofilo ANPAS Zona Senese di cui faccio parte ormai da 5 anni; ho proseguito con l’università; ho continuato a frequentare stage e seminari quando possibile e mi sono iscritta a un corso addestratori ENCI intorno alla zona di Siena, fino a varcare di nuovo i cancelli del Centro Cinofilo da soccorso K9 Rescue di Pontedera dove questa volta, insieme ad altre tre mie colleghe, abbiamo iniziato a fare diverse esperienze dirette sul campo, grazie alla fantastica opportunità offerta da Simone Landi.
Abbiamo avuto l’occasione di scambiarci molte idee, allargare orizzonti, iniziando a comprendere l’ampiezza di questo mondo, quante cose belle e appaganti possono esistere e ovviamente anche quanti lati brutti , quando come al solito sembra troppo spesso una gara a chi è “più bravo” o a “chi fa la cosa più bella”, come quasi a dimenticare il significato base del tutto.
Ma non c’è certo da sorprendersi.

Duke è stato il mio primo “cliente” o come più mi verrebbe da dire, il primo cane che mi ha regalato l’occasione, insieme alla famiglia, di costruirmi tra le mie prime reali esperienze nei confronti di cani di privati. Duke è un meticcione simil pastore – molosso di circa un anno. Bellissimo cane e anche molto “impegnativo”come direbbero alcuni,” testone” come direbbero altri.. con qualche episodio di accenni a morsicature (ci terrei a precisare, non per questo aggressivo.. anzi) e vari inconvenienti nel giardino di casa.

Non mi soffermeró su ogni minimo particolare del percorso con questo ragazzone perché altrimenti facevo prima a scrivere un libro.. ma Duke, come Yuma (anche se non quanto lei, ovviamente) ha sicuramente rappresentato una spinta molto forte per me. Perché è con le circostanze difficili, tra gli errori, tanta pazienza e le soddisfazioni, che si cresce.

Ed ecco che poi mi si aggiunge un altro pezzetto di puzzle a questo quadretto; questa volta il piccolo tassello ha le orecchie a sventola, il musetto appuntito, un mantello chiaro con chiazzette di diversi colori, tanta voglia di lavorare e gli occhi color caramello. San è una cucciola di Border Collie nata a giugno 2018 proveniente da una cucciolata di un caro amico, proprietario della mamma, anche lei nel gruppo ANPAS per attività di ricerca in superficie e macerie. Già il fatto di averla vista nascere, muovere goffamente i primi passi, avere l’opportunità di farle vivere la sua prima passeggiata al guinzaglio in vista di un mondo esterno, mentre una sensazione mista ad ansia ed emozione mi bussava da dentro.. è stata sicuramente un ennesima nuova esperienza che rivivrei un milione di volte. Ed ecco che entra anche lei nel club con me e Yuma (che trio… ) .

Ad oggi, la peste ha poco più di 5 mesi ed è senza dubbio tutto ciò che ho sempre desiderato (speriamo bene per la conduttrice… come al solito..).
Ci terrei a precisare: San e Yuma non sono certo niente di più e niente di meno l’una rispetto all’altra, ma semplicemente due cani quasi completamente diversi, e proprio per questo, fondamentali entrambe per accompagnarmi in questo percorso; non potrei chiedere niente di meglio.

E quindi.. ore ore passate in macchina tra Siena, Pisa, Pontedera  ma non passa un giorno che la voglia di crescere non valga abbastanza per le poche ore dormite, le sudate in bosco, il gelo delle serate invernali, i tentativi a volte invani nel cercare di far capire quanto e come sia possibile una piacevole convivenza uomo-cane, fatta di collaborazione e interesse reciproco e/o quanto meno di comprensione.

Di recente ho finalmente ottenuto l’occasione di svolgere il mio tirocinio universitario presso il canile intercomunale di Pisa, tramite il quale spero di poter riempire ulteriormente il mio bagaglio, esperienza che credo non mi potesse assolutamente mancare.
Inoltre, un altro fantastico progetto è arrivato dal K9 grazie sempre a Simone e a Sandra: il corso “comunicane” per aspiranti unità cinofile da soccorso, che si svolgerà su 8 lezioni in campo e 2 in bosco per i nuovi binomi che desiderano affacciarsi o anche solo scuriosare su questo mondo. Anche questa rappresenta l’ennesima occasione che Simone ha dato a me e le altre tre colleghe, per la quale ne siamo davvero tanto grate. Si tratta di prime infarinture e impostazioni per tale attività, con lo scopo (non che base fondamentale da mantenere sempre) di far divertire cane e conduttore insieme. A chi non piacerà abbastanza spero di poter lasciare comunque qualcosa di importante compreso il semplice pensiero di aver passato ore piacevoli insieme ;chi se ne appassionerà, se vorrà, entrerà a sua volta a far parte del nucleo Cinofilo K9.


Che dire, questa non è una vera e propria storia, ma forse una piccola parte. Anzi, probabilmente non è proprio niente se non piccolissimi passi che ti fanno solo capire quanti altri ne dovrai fare ancora.
Forse è solo un po’ di passione messa lì a cercare di valorizzare chi è con noi e chi non c’è più.
È solo un po’ di orgoglio che nasce quando riesci a trovare sinergia con il tuo cane, soprattutto dopo percorsi difficili.

È solo un po’ di serietà quando ti senti responsabile e sai che non è uno scherzo una ricerca di un disperso, quando il tuo intervento ne potrebbe valere la sua vita o la sua morte, quando proprio per questo non ti importa se piove o nevica o grandina, non te ne può importare.
È solo un po’ di spirito di squadra, un trovare “il divertimento” in questa serietà poiché in tutto ciò per il tuo cane “si va solo a giocare a nascondino!!!”.
È solo un po’ di voglia di comprendere, di mettersi in gioco e sapere che quello che so oggi potrebbe essere messo in dubbio domani.
È solo un po’ di apertura mentale a tutti i vari pensieri, di apprezzamento, di considerazione e consapevolezza che tutto dipende sempre da mille varianti, dalle situazioni, dalle personalità.
È solo voglia di sapere, cercando poi di ragionare con un proprio cervello, senza limitarsi.
Poi, è voglia di divertirsi.. di divertirsi imparando “un’altra lingua”. È condivisione.
Ed è anche sicuramente probabilità di sbagliare.. e proprio per questo imparare. Imparare ad imparare!

Ringrazio i miei genitori, che mi hanno permesso di iniziare tutto questo e mi sopportano quando non sono mai a casa per “i pranzi della domenica e delle feste”. Ringrazio il Gruppo Cinofilo ANPAS Zona Senese e anche tutti gli altri colleghi della Toscana, che per primi mi hanno fatto affacciare su questo mondo e che tutt’oggi si impegnano con me in questa bellissima attività di volontariato che va al di là del soccorso e assistenza con i cani, nascendo da un idea di interventi di aiuto su tanti altri fronti.
Ringrazio il Centro Cinofilo Il Gallo di Brenna (Siena) per l’esperienza che mi ha concesso tramite il corso addestratori.
Ringrazio Simone Landi e il team del K9 Rescue di Pontedera per aver contribuito di gran lunga alla mia crescita interiore (mi piace di più che dire “formazione” sinceramente..), compresa la mia collega/coinquilina/amica speciale Arianna Peruzzi, per tutto quello che condividiamo giorno dopo giorno.
Ringrazio Yuma e San per tutto quello che fanno per me, per permettermi di sbagliare e continuare a darmi possibilità, per rappresentare davvero tutto.

E ovviamente.. ringrazio Paco, per l’imput che mi ha trasmesso, per tutto ciò che mi ha dato, che avrei voluto dargli e che adesso voglio valorizzare, motivazione principale che non andrà mai persa.

La mia spinta motivazionale ha la coda!

Alcuni crescono con l’aspirazione a diventare astronauti, altri calciatori, altri ballerini e altri ancora grandi economisti o politici..

Io sono cresciuta pensando che “da grande” avrei fatto la veterinaria. Come penso sia successo a molti, il sogno più grande di una bambina era solo il sogno di una bambina e non di un’adulta.

IMG_20171201_205146_752

IMAG0458

Oltre al tentativo, (al tempo) tristemente fallito, di superare il test nazionale per entrare alla facoltà di Veterinaria, qualcos’altro mi ha fatto capire che quella non sarebbe stata la mia strada. Quando avevo quasi perso le speranze e non sapevo più che percorso intraprendere e che cosa scegliere per il mio futuro, come per magia, un pomeriggio mentre tornavo in treno da Milano, mi è capitato di trovare su internet una facoltà universitaria presente solo a Pisa. Così, qualche giorno dopo decisi di provare il test di ammissione per questa fantastica opportunità, decisa a spostarmi da casa per oltre 300 chilometri pur di realizzare quel sogno che fino a quel momento non avevo mai preso in considerazione consciamente, ma che probabilmente mi perseguitava da molto tempo.

Una settimana dopo, senza neanche il tempo per realizzare, ero a Pisa. Dopo vent’anni vissuti nello stesso paese in provincia di Milano, senza essermi mai spostata per più di qualche settimana, mi sono ritrovata in un mondo completamente nuovo, alle 6.30 di mattina davanti ad un cappuccino e una deliziosa pasta al cioccolato.

E così è iniziato il mio percorso formativo per diventare educatrice ed addestratrice cinofila, una figura professionale che non tutti conoscono, o che conoscono meglio per esempio con il nome di maestra per cani, ammaestratrice di cani, psicologa di cani (e non solo), dottoressa Doolittle dei cani e chi più ne ha più ne metta…


IMG-20180315-WA0012

IMG-20180315-WA0011

Comunque la si voglia chiamare, questa professione ho deciso di realizzarla in vari modi:

L’ università mi è stata molto utile per avere nozioni approfondite di veterinaria, di genetica del cane e di allevamento cinofilo, oltre che di etologia ed educazione, ma soprattutto per conoscere le varie realtà cinofile al di fuori di essa. Durante il percorso di studi, ho cominciato a conoscere il mondo cinofilo anche al di fuori dell’Università. Grazie anche a due mie amiche, conosciute sin dal terzo giorno di lezione.

IMG_20171126_120252_596

IMG-20180401-WA0053

Insieme abbiamo deciso di seguire il corso per addestratori ENCI, per avere delle basi da cui cominciare e per arricchire il mio bagaglio di cultura cinofila.

Ma, nonostante il tempo trascorso a studiare per gli esami universitari e per il corso addestratori e trascorso autonomamente dietro ai miei cani per cercare di insegnar loro qualche comando ( o meglio, per cercare che loro insegnassero qualcosa a me ), mi sono resa conto che di cinofilia ne sapevo ancora ben poco, se non quasi nulla. Così io e le mie amiche/coinquiline abbiamo deciso di seguire vari seminari cinofili in giro per l’ Italia per acquisire anche qualche conoscenza pratica.

FB_IMG_1516954424411

Poi un giorno, grazie al gruppo dell’ università, ho notato che l’ associazione K9 RESCUE di Pontedera (che già avevo conosciuto grazie ad un corso teorico che aveva tenuto l’ anno precedente sulla cinofilia da soccorso ) avrebbe iniziato qualche mese più tardi delle lezioni pratiche per la formazione di unità cinofile per la ricerca in superficie.

E così, dopo aver seguito una decina di queste lezioni ed essermi innamorata del mondo della cinofilia da soccorso, grazie soprattutto a Salvatore, alle sue competenze, professionalità, disponibilità e ai suoi ottimi consigli da cinofilo, ho deciso di entrare in questa associazione.

IMG-20180317-WA0051

Poi, intorno al mese di febbraio di quest’anno ho cominciato a fare lezione con Simone, il quale in pochi mesi è riuscito a farmi appassionare ancora di più a questo mio futuro lavoro. Voglio ringraziare il mio istruttore sia per le conoscenze che mi ha fatto acquisire, per l’ impegno che ci ha messo per trasferirmele, sia per il tanto tempo trascorso dietro a me e ad altri ragazzi/e del gruppo, sempre con piacere e passione. E lo ringrazio soprattutto per l’ opportunità che ci ha dato, nel corso di un anno, di fare più esperienza possibile sia nell’ambito della ricerca, anche con varie trasferte in giro per l’ Italia, sia in quello dell’ educazione cinofila in generale.

IMG-20180317-WA0042

43538231_1861642877264570_8895603557575688192_n

In 3 anni, tra università, vari corsi, addestramenti sotto casa con la mia coinquilina e l’ associazione, ho imparato molte cose, ma comunque questo è solo l’ inizio, il mio primo passo verso quella che spero sarà la mia professione..

Una professione che non c’entra con l’ “ammaestramento” di cani, come sento dire spesso, e che non consiste nell’insegnamento di comandi per ottenere quelli che tanti definiscono ” cani da circo” o “cani comandati a bacchetta”, ma che aiuta l’ uomo a comprendere quello che ormai è il suo compagno di vita da più di 15 mila anni, a comunicare meglio con lui ed evitare così “evitabili” incidenti, a farlo vivere più serenamente nella società umana (perché, che lo vogliate o no, ci deve vivere), a non umanizzarlo né a cercare di educarlo con metodi insensati e disumani, a tirare fuori le sue doti istintive e accentuarle, fargliele esprimere liberamente e “sfruttarle” per bisogni, necessità e mancanze umane, oltre che per diverse utilità o per la sola soddisfazione che si ha vedendo il proprio cane esprimere quella che è la sua natura più autentica e sincera (una delle cose più belle, soprattutto nella società di oggi ), a stringere quella complicità con il proprio cane che può aiutare sia l’ uno che l’ altro ad aumentare la propria fiducia in sé stessi e la propria autostima, e infine a migliorare e potenziare la relazione uomo- cane e trasmetterne ed esaltarne il significato, l’ utilità e il grandissimo valore alla società, a partire dalle nuove generazioni.

Ma dietro c’è tanto altro..

IMG-20180317-WA0071

IMG-20180317-WA0070

Per esempio addestrare un cane da ricerca in superficie non significa partire dall’insegnargli comandi di base per polarizzare la sua attenzione su di noi e poi subito fiondarlo nella ricerca di un figurante che, una volta raggiunto e segnalato, lo riempirà di bocconi. Di certo la ricerca per molti cani è già appagante di per sé, infatti sfrutta ed esalta una delle doti istintive del cane stesso, l’olfatto, e si rende ancora più stimolante per il fatto che, perlopiù nelle fasi iniziali, il figurante scappa in direzione opposta ad esso con in mano del cibo appetitoso o qualche gioco davvero interessante. Ma quando il cane avrà difficoltà a trovare o seguire la traccia del disperso, o a superare un qualsiasi ostacolo, sia in addestramento che in ricerca reale, è bene che sappia che ci sarà il proprietario/conduttore ad aiutarlo e seguirlo.

20180519_091420

IMG-20180317-WA0054

Perciò, se non c’è un buon rapporto di base tra cane e conduttore è inutile iniziare qualsiasi tipo di addestramento.

Ovviamente il rapporto con il proprio conduttore, la potenza del binomio si rinforzerà anche e soprattutto in seguito, grazie alla soddisfazione che scaturisce dal vedere il proprio compagno a 4 zampe lavorare in sintonia con noi, ma un minimo di relazione e comprensione reciproca ci deve essere fin dall’inizio.

E soprattutto non dobbiamo mai dimenticarci il punto più fondamentale, ovvero che stiamo addestrando un cane per la ricerca reale di un disperso!

Magari tante volte si perde di vista lo scopo finale perché travolti dalla passione per i cani e dalla bellezza di questo lavoro in simbiosi con il proprio quadrupede, ma, nonostante si tratti di volontariato, o meglio proprio perché si tratta di ciò e nessuno ci obbliga a farlo, dobbiamo SEMPRE tenere a mente che non può essere fatto nulla in modo superficiale e approssimativo ma va tenuta di conto ogni minima problematica poiché ogni errore del binomio potrebbe ripercuotersi sulla vita di qualcuno!

Pur tenendo in gran conto quanto appena detto e quindi decidendo di assumersi una responsabilità tale, è comunque più che possibile prendere parte e vivere il mondo della cinofilia da soccorso in grande serenità. Infatti, prender parte a questo mondo significa anche condividere con persone e gruppi diversi di ogni regione d’Italia giornate intense di addestramento, per confrontarsi e ricevere consigli, per migliorare sempre in qualcosa ed espandere le proprie conoscenze, per accettare e “rubare” nuovi metodi o per rafforzare le proprie idee e strategie, ma soprattutto per discorrere in generale della passione che ci accomuna tutti.

E’ e sarà per molto tempo un mondo in continua evoluzione, non si smetterà mai di imparare nozioni e metodi nuovi, non si finirà mai di conoscere le qualità e le abilità del cane, come non si riuscirà mai a porre fine allo stupore e alla meraviglia che nascono ogni giorno dal vedere il cane collaborare con l’uomo in infinite attività.

Comunque, qualsiasi metodo si utilizzi, qualsiasi idea si abbia, qualsiasi formazione si sia avuta, qualsiasi disciplina o attività si sia scelta e qualsiasi strada si sia intrapresa, la base di tutto, secondo me, è instaurare una relazione sana, sincera, equilibrata, singolare e differente da binomio a binomio e non c’è una strada a senso unico per ottenere un tale rapporto , è necessario che ognuno trovi la sua ( magari aiutato da un buon educatore ! )

20180301_114724

Un ringraziamento a tutte le persone che mi hanno dato la possibilità di realizzare questo articolo, contribuendo alle mie esperienze…di vita (Simone Landi e tutto il gruppo K9 RESCUE).

Ma grazie anche a chi ha iniziato e sta continuando il suo percorso insieme a me.. (Elisabetta Lama e Martina Gonnelli).

Ma soprattutto grazie ai miei genitori, che mi hanno dato la possibilità di seguire questa strada.

IMG-20180508-WA0009

Una nuova avventura è cominciata…!

Novembre sta volgendo al termine, ma c’è una cosa che è appena iniziata per me (Eleonora) e le mie amiche e colleghe Isaela, Arianna ed Elisabetta … il corso comunicane!

Di cosa sto parlando? Si tratta di un trampolino di lancio per cani e conduttori (neofiti, ma non solo), costituito da 8 lezioni di educazione di base – più un paio di giornate in bosco – improntate però alla formazione di cani da ricerca in superficie: un percorso aperto a tutti nato da un’idea di Simone, il quale ci ha poi chiesto aiuto nel metterla in pratica. Noi 4, prossime alla conquista del titolo di educatrici e con qualche esperienza (e cane brevettato) alle spalle, non potevamo che essere entusiaste di poter far parte di questo progetto.

E’ così che, già da qualche mese prima dell’ipotetica data di inizio del corso, abbiamo cominciato a delinearne le basi e gli obiettivi. Abbiamo poi diffuso la voce in zona, aiutandoci con volantini e social network, ed è incredibile la quantità di persone che in poco tempo hanno chiamato per avere informazioni a riguardo: un feedback che davvero non ci aspettavamo! Ahimè i posti disponibili non erano infiniti.

Arriviamo quindi al 27 ottobre, giornata di incontro tra noi istruttori e i binomi ufficialmente iscritti, dei quali fino ad allora avevamo soltanto qualche informazione sommaria. La mattinata è stata suddivisa in un primo momento di presentazione, nostra e dell’associazione, seguito da una veloce conoscenza dei conduttori e dei loro cani, durante la quale abbiamo potuto apprezzare le motivazioni che li avevano portati da noi.

Inoltre, abbiamo assegnato a ogni binomio una di noi educatrici (e questo solo grazie al lavoro meticoloso svolto da Isaela che ha dovuto incastrare le fasce orarie disponibili di quasi 30 persone) e fissato, infine, la vera e propria data di inizio del corso.

Sono state ore intense, per noi e per i proprietari, che però – per quanto ci riguarda – sono volate, perché quando una cosa la fai con passione e ti diverte, non ti accorgi del tempo che passa.

Infatti noi a fine giornata eravamo ancora più impazienti di cominciare.

Di seguito, alcune delle foto scattate il 27 ottobre.

 

Per Arianna ed Elisabetta il tutto è cominciato il 13 Novembre, per me il 14 e per Isaela il 19, quindi per ora tutte e quattro stiamo ancora muovendo i primi passi insieme ai nostri binomi. Ciononostante ci è parso chiaro fin da subito come ognuno di loro abbia elementi che lo contraddistingue da tutti gli altri – cosa che personalmente trovo molto stimolante in questo lavoro – e come, contemporaneamente, siano tutti accomunati dalla stessa voglia di rafforzare il rapporto col proprio cane, lavorando per lui e con lui.

Già alla fine della prima lezione, tutte siamo rimaste soddisfatte di come sono andati i nostri binomi, e chi di noi ha fatto anche la seconda ha addirittura già potuto apprezzare qualche miglioramento.

 

Anche la prima giornata in bosco svoltasi il 17 novembre, durante la quale alcuni dei partecipanti hanno potuto familiarizzare con questo ambiente e testare il loro cane, ha avuto molti risvolti positivi. Infatti, nonostante io a malincuore non sia potuta essere presente, Simone e le altre mi hanno riferito che più di un cane si è dimostrato subito affine al luogo e alle attività proposte, dando prova ai loro proprietari di essere potenzialmente dei buoni cani da ricerca.

Insomma, siamo solo all’inizio, ma se le premesse sono queste non possiamo che avere buone aspettative sui risultati. In fondo, chi ben comincia è a metà dell’opera!

Quello che ci auspichiamo però non è solo di reclutare cani e padroni al fine di ampliare la nostra squadra, ma soprattutto di arricchire, almeno in parte, chi si sta mettendo in gioco con noi. Speriamo di trasmettere loro messaggi positivi, di aiutarli nella relazione con il loro cane e far scoprire loro tutte le potenzialità che quest’ultimo nasconde, il tutto in un’atmosfera piacevole e di collaborazione.

In ultimo, assolutamente non per importanza, personalmente mi auguro (e auguro ai miei colleghi), che questa esperienza ci permetta di migliorare sia sotto il lato professionale sia sotto quello personale, ma sono sicura che non rimarrò delusa perché in questo lavoro (che per me noi, amo ripetere, è in primis una passione) l’arricchimento reciproco tra cane-padrone-educatore è praticamente una garanzia!

Non mi resta che ringraziare e salutare chi sta leggendo, e darvi appuntamento al prossimo aggiornamento. BAU!

Corso istruttori per cani a supporto disabilità

In questo ultimi otto anni io e Maria Cristina Filippi ci siamo incontrate diverse volte a corsi, seminari, convegni in ambito cinofilo, non ultimo sono stata invitata a partecipare, in qualità di oratore, all’evento “CANI CHE AIUTANO – La cinofilia nel volontariato” tenutosi a Pisa il 19 maggio 2018.
Proprio in questa occasione ho conosciuto l’associazione NeuroCare Onlus (www.neurocare-onlus.it) ed il progetto “Io con Lui – Un cane a sostegno delle disabilità”.

Il Progetto è rivolto a persone che presentano una disabilità motoria o sordità e per le quali l’ausilio del cane può comportare la conquista di una maggiore autonomia di vita, essendo l’animale d’aiuto a compiere una serie di attività quotidiane a volte difficili per la persona come aprire e chiudere sportelli, porte, portare oggetti, accendere o spegnere interruttori, sfilare indumenti, ecc. Può accedere al Progetto chi già vive con un cane, oppure chi vorrebbe accoglierne uno nella propria casa, nell’ottica del rispetto del cane e delle sue caratteristiche. Aderendo al progetto il proprietario imparerà a comprendere il linguaggio del cane ed i bisogni del proprio amico a quattro zampe, si dovrà impegnare per la sua integrazione e la sua istruzione, tutto questo grazie ad un progetto personalizzato e sotto la guida di educatori cinofili specificatamente formati.

Sempre parlando con Maria Cristina Filippi mi è stato comunicato che l’associazione NeuroCare Onlus, nel corso di quest’anno, ha ricevuto molteplici richieste provenienti da tutta Italia per la preparazione di cani d’aiuto, ed il problema maggiore è risultato essere l’individuazione di educatori cinofili preparati da poter affiancare al disabile nel percorso individuale. Proprio per poter soddisfare tale richieste è stata stretta una collaborazione con l’Agenzia Formativa Hashtag Formazione e Benessere di Pontedera, dove io lavoro, ed è stato progettato il corso:
CORSO ISTRUTTORI CINOFILI PER CANI A SUPPORTO DISABILITÀ
Il corso, della durata di 60 ore, alternerà lezioni teoriche a lezioni pratiche, saranno ammessi un massimo di 10 binomi e per poter partecipare è necessario possedere un’istruzione cinofila di base, in quanto il percorso formativo si concentra su un programma molto specifico.
Il corso inizierà nel mese di marzo 2019 e terminerà, con un esame finale, il 12 maggio 2019.
Al termine del corso sarà possibile individuare tra i corsisti coloro ai quali proporre una possibile collaborazione, mettendoli in contatto con nuovi binomi da preparare in relazione alla zona di provenienza.

Per qualsiasi informazione: info@hashtagformazione.com
329/8845911; 338/4357394